Sport, 26 maggio 2022

“Abbiamo poche risorse. Ci spinge una forte passione”

Sotto la lente lo Speeder cycling Brissago. La parola al presidente Roberto Pasi Puttini

BRISSAGO - Roberto Pasi Puttini: lo storico Velo club Brissago da alcuni anni si chiama Speeder Cycling Team. Cosa è cambiato?
La società esiste tuttora, semplicemente, da quando sono diventato presidente, ho creato un team U23/Elite registrato presso Swiss cycling con il nome Velo club Brissago - Speeder Cycling Team. Dopo molti anni di successi sia dal punto di vista agonistico sia dal lato organizzativo (ricordo su tutti il famoso GP Brissago, gara professionistica), il nostro velo club ha avuto un periodo buio, senza più corridori ne sponsor per poter riproporre delle gare sul suolo ticinese. Ma quando nel 2016 sono diventato presidente della società ho deciso di creare un progetto per dare nuova vita al gremio. Ho così creato quello che oggi è conosciuto come Speeder cycling Team, una squadra ciclistica che punta sui giovani atleti, portando il nome di Brissago in giro per mezza Europa nelle competizioni U23/Elite e facendo alcune corse tra i professionisti continental UCI 1.2 e 2.2.


Quando nasce l`idea di cambiare nome? E soprattutto perché?
L’idea nasce nel 2015 e si concretizza nel 2016. Essendo cresciuto come atleta nel Velo Club Brissago ed avendo vestito per molti anni questa maglia, insieme a Gregorio Delcò, abbiamo pensato di creare una squadra Elite, con l’intento di poter dare nuovo vigore sia alla società sia ad un movimento ciclistico ticinese che negli ultimi anni ha subito un drastico calo. Il nome Speeder non è scelto a caso, si tratta infatti del marchio con cui produciamo le biciclette che usiamo con il team. Questo per dare visibilità ad un brand e ad un’ attività che ci permette di autofinanziare la squadra.


Lei e Adriano Nova siete il motore di questo club.
Sì, siamo la sua anima, Adriano è l’esperienza, io la creatività e un po’ l’innovazione, lui la tradizione, ma insieme, facciamo squadra. Poi ci sono altri tasselli: Elisa Ghilardi l’addetta stampa e marketing, Monti sempre presente nel fuoristrada e se serve pronto a dare una mano anche nella strada, mia mamma Germana si occupa della burocrazia e della cassa della società, mentre i membri del velo club (Pozzorini e Bellani) ci danno una preziosa mano nell’organizzazione della nostra corsa. Insomma un gruppo affiatato a disposizione della squadra e non dimentichiamo i genitori che se possono danno sempre una mano.


Ci parli di Adriano Nova.
Nova è un grande tecnico, un appassionato, un uomo di grande esperienza che sa trattare i corridori, motivarli e che ha notevoli doti organizzative. Non dimentichiamoci che è lui l’organizzatore dell’ultima gara della stagione, la Coppa d’Inverno, un po’ la nostra gara di casa.


Avete una squadra Elite e Under 23 italo-svizzera.
Esatto, abbiamo atleti sia svizzeri che italiani, possiamo definirci la squadra della regione Insubria, perché è quello il denominatore comune di gran parte dei nostri atleti, anche se non mancano atleti torinesi e liguri, insomma una grande famiglia. In passato abbiamo avuto anche atleti provenienti da Giappone, Inghilterra ed Irlanda.


Non avete più categorie di base?
No, al momento non abbiamo categorie giovanili, purtroppo siamo confrontati con un budget molto limitato… Abbiamo sia uomini che donne che partecipano a competizioni su strada, ciclocross, pista e Mtb, nel segno di una moderna multidisciplinarità. Abbiamo dato fiducia a molti giovani, infatti abbiamo solo atleti Under 23 ed è proprio questa la nostra missione, dare la possibilità a giovani corridori di competere sui campi gara con le formazioni più forti d’Europa, noi cresciamo gli atleti, non cerchiamo campioni.


Dove reclutate le nuove leve?
Per esigenze logistiche principalmente nella regione insubrica. Non precludiamo tuttavia ad atleti provvenienti da altre regioni, cerchiamo
giovani che vogliono mettersi in gioco e che magari non sono ancora riusciti ad emergere.


In questi primi cinque anni avete colto risultati importanti anche su pista.
I risultati sono frutto di tanto lavoro e impegno, nel corso di questi anni, siamo riusciti ad ottenere 4 podi ai campionati svizzeri su pista e molti risultati di spessore nelle gare su strada. Il 2021, causa Covid, è stato un anno di transizione ma già a fine stagione sono arrivati i primi piazzamenti stagionali con Gianello, poi ci siamo impegnati nella stagione invernale di ciclocross con Salvalaggio vincente e sempre piazzato e Monti spesso nella top ten, il secondo posto nella coppa Piemonte – Lombardia è stato il risultato finale di questa entusiasmante stagione. Il ritiro primaverile in Toscana ha dato il giusto impulso alla squadra che nel 2022 si è messa subito in evidenza sia su strada che in MTB specialità XCO.


Non avete grossi sponsor: come fate a fronteggiare questo problema?
Gli sponsor sono il vero problema, le risorse necessarie sono molte e siamo sempre alla ricerca di appassionati che siano disposti a darci una mano sotto forma di sponsorizzazione. Ci autofinanziamo vendendo le biciclette e le divise del team, ed ogni tanto siamo costretti a chiedere un contributo ai corridori per sostenere le spese che ogni anno si fanno più importanti. Purtroppo in Ticino, così come nel resto della Svizzera, è diventato quasi impossibile trovare aziende che hanno la voglia di mettersi in gioco e far parte attivamente di un progetto sportivo. Pochi sponsor, poche risorse ma tanta passione… Solo per questo andiamo avanti a testa alta, lottando contro team ricchi e organizzati quasi ad armi pari.


Cosa ne pensa del fatto che il ciclismo in Ticino sia un pò in crisi? Mancano corridori e corse… 
Il ciclismo è in crisi nel nostro cantone e in tutta la regione Insubria, un tempo fucina di campioni. Sicuramente mancano le risorse e per questo tanti atleti con buone potenzialità si perdono per strada. Si devono unire le forze, si devono organizzare le corse e cercare di far crescere realtà come la nostra, solo così ne usciremo. Inoltre bisogna dare spazio alla multidisciplinarità, è molto importante e chissà un velodromo in Ticino potrebbe sicuramente fare da traino a un vasto bacino di appassionati.


A proposito: avete una sezione Mountain Bike.
Sì, da quest’anno abbiamo creato anche la sezione MTB dove corre la ticinese Giulia Alberti, già protagonista di un ottimo inizio di stagione, a mio avviso una promessa per il futuro.


Lei ha un passato da corridore.
Sì, ho iniziato all’età di 9 anni, proprio con i colori del Velo club Brissago, ho corso in tutte le categorie arrivano fino agli Elite. In questi anni ho colto diverse vittorie e mi sono tolto molte soddisfazioni. Negli ultimi anni mi sono dedicato principalmente alla pista, cogliendo 4 podi ai campionati svizzeri e una convocazione per i campionati europei 2017 a Berlino nella disciplina Stayer. Per il futuro mi piacerebbe continuare a gareggiare su pista, anche se lavorando, il tempo per gli allenamenti è sempre limitato.


Dall’ex VC Brissago sono usciti corridori comunque importanti.
Il Velo Club Brissago è una società storica, nata nel 1906. In questi 116 anni di attività ha avuto molti corridori di spessore, soprattutto tornando indietro di 30-40 anni quando il ciclismo ticinese era ad un livello molto alto.


Suo padre Roberto e suo fratello Felice sono stati dei punti di riferimento per il ciclismo ticinese e svizzero.
Sì, diciamo che ho preso da loro la passione per questo sport, sia mio padre Roberto che mio fratello Felice sono riusciti a fare una prestigiosa carriera nel ciclismo professionistico. Entrambi hanno lasciato sicuramente il segno.

M.A.

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