Sport, 23 maggio 2022

ACB, senti Rossini. “Parola d’ordine: ristrutturazione!”

Col Bellinzona promosso in Challenge League, nella capitale del nostro Cantone bisognerà fare i conti col futuro prossimo

BELLINZONA - Arno Rossini non usa mezzi termini: “Sono evidentemente contento per l’ottenimento della licenza da parte del Bellinzona: ma adesso il club deve cambiare e darsi un assetto societario più professionale e consono alle esigenze di una categoria come quella cadetta“. Parole chiare ed inequivocabili quelle dell’ex giocatore e tecnico granata, primo tifoso dell’ACB e primo allenatore della rinascita. “Stagione 2014/2015: ripartimmo dalla Seconda Lega, con un comitato motivatissimo e composto da gente del posto. In primis Paolo Righetti, che va ringraziato, assieme agli altri, per quanto ha fatto in questi 8 anni. Se il Bellinzona è ancora vivo è soprattutto merito loro“, chiosa Arno. Ma torniamo in argomento e parliamo della notizia che venerdì ha reso felici i tifosi bellinzonesi.


Arno Rossini: dopo 9 anni il Bellinzona è di nuovo in Challenge League.
Come ho detto, siamo tutti contenti che abbia ottenuto la licenza. Dico la verità: avevo qualche timore. Oggi se non si presentano documenti dettagliati e sicuri, si rischia grosso. La Lega è inflessibile, e in fondo ha ragione: in passato in Svizzera si sono registrate situazioni incresciose, alcune delle quali hanno portato al fallimento. E se il Bellinzona ha superato il secondo esame, significa che aveva veramente le carte in regola. E così adesso si può guardare al futuro con maggior tranquillità.


Anche se… 
Anche se… In casa granata bisogna cambiare registro. Dopo gli anni del dilettantismo allo stato puro, ora la società deve darsi una regolata. Tanto per cominciare la rosa dovrà essere composta da giocatori professionisti. E poi si dovrà avere una struttura degna della categoria: una segreteria funzionante, un responsabile della comunicazione, un direttore sportivo a tempo
pieno e una persona che faccia da collante fra la società e i tifosi. L’ aspetto economico? Per fare una buona Challenge League, per evitare per esempio la figuraccia del Kriens, ci vogliono 3/4 milioni.


Non sarà facile costruire la rosa.
Posso dire che con quella attuale il Bellinzona farebbe fatica a salvarsi. Ci vogliono parecchi inserimenti. Con giocatori di categoria, esperti e giovani, spero ticinesi, se possibile. Bentancur sa il fatto suo, e dal mercato estero sono sicuro che qualcuno di buono arriverà. Riassumendo: ci vogliono rinforzi per raggiungere l’obiettivo minimo e cioè la salvezza.


Confermerebbe Marco Schällibaum?
Marco è una persona seria, onesta e schietta. Conosce bene il Ticino calcistico e in carriera ha fatto esperienze importanti. Sì, lo confermerei, indipendentemente dal piazzamento.


Ma il primo posto a questo punto diventa imperativo. Se no, si dirà che il Bellinzona è salito di categoria solo perché qualcun altro non aveva le carte in regola (vedi Breitenrain).
Assolutamente sì. Il Bellinzona deve vincere il campionato. E sono convinto che ce la possa fare. Così al termine della stagione il successo sarebbe completo. Primo anche sul campo, per la gioia di tutti! Superare i bernesi diventa una questione di orgoglio. Il Bellinzona ne guadagnerebbe a livello di immagine.


E potrebbe appoggiarsi al Lugano (e viceversa), come i bianconeri hanno fatto a suo tempo con il Chiasso.
Se ci fosse stato Angelo Renzetti probabilmente la cosa sarebbe stata fattibile. Non so se la nuova dirigenza abbia intenzione di continuare sulla strada tracciata dall’ ex presidente. E non so nemmeno se Bentancur sia interessato...

M.A.

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