Svizzera, 15 marzo 2022

"Non si usino i profughi ucraini per fare dumping e sostituire il personale"

L'afflusso di profughi proveniente dall'Ucraina non deve diventare un occasione, per le aziende, di abbassare i salari e sostituire il personale. È quanto chiede il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri, in un'interpellanza indirizzata al Consiglio federale. Se da una parte Quadri saluta l'accoglienza dei profughi ucraini, dall'altra teme che le aziende svizzere ne approffittino per assumere personale ad un salario inferiore. "A tal proposito – si legge nel testo dell'interpellanza - destano tuttavia perplessità le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dai vertici di Economiesuisse i quali sembrano salutare con eccessivo entusiasmo l’arrivo di profughi ucraini i quali, a loro dire, potrebbero ovviare ad una asserita carenza di manodopera specializzata in Svizzera". 


Per questo motivo Quadri chiede al Consiglio federale di vigiliare affinché l'afflusso di profughi ucraini non provochi dumping e sostituzione del personale e come valuta la possibilità che si realizzi quanto descritto sopra. Infine, il deputato leghista si chiede se il possibile inserimento di ucraini nel mercato del lavoro svizzero non si trasformi in un disincentivo al rimpatrio una volta terminato il conflitto e qual'è la situazione attuale per quanto riguarda gli abusi e i tentativi di abusi nel settore dell'asilo a seguito del conflitto in Ucraina.

Di seguito il testo integrale dell'interpellanza di Lorenzo Quadri all'indirizzo del Consiglio federale:

Interpellanza al Consiglio federale

Profughi ucraini prossimamente utilizzati a scopi di dumping salariale e di sostituzione sul mercato del lavoro?

Anche in Svizzera cominciano ad affluire i profughi ucraini, per ora sostanzialmente donne, bambini ed anziani. La solidarietà nei loro confronti è giustamente grande. Non si tratta infatti di migranti economici bensì di persone che scappano da una guerra e che, senza l’aggressione militare russa, non si sarebbero sognate di lasciare il proprio paese.

Lo statuto S conferito dal Consiglio federale permette la scolarizzazione dei bambini (peraltro già prevista dalla Costituzione federale indipendentemente dal tipo di permesso di soggiorno) e la possibilità di lavorare.

A tal proposito destano tuttavia perplessità le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dai vertici di Economiesuisse i quali sembrano salutare con eccessivo entusiasmo l’arrivo di profughi ucraini i quali, a loro dire, potrebbero ovviare ad una asserita carenza di manodopera specializzata in Svizzera.

Simili esternazioni lasciano planare il sospetto di intenzioni reali discutibili, miranti all’assunzione di profughi ucraini al posto di cittadini svizzeri, operazione che verrebbe oltretutto ammantata di solidarietà fittizia.

La presenza di cittadini ucraini in Svizzera deve essere temporanea e non trasformarsi in immigrazione stabile. Asilo significa infatti protezione non immigrazione.

Chiedo al CF:

  • E’ intenzione del CF vigilare tramite i suoi servizi affinché la pretesa solidarietà non si trasformi in forme di abuso (sostituzione di lavoratori residenti, dumping salariale)?
  • Come valuta il CF il rischio di cui alla domanda precedente?
  • Come intende agire il CF per evitare che la possibilità di lavorare di cui beneficiano i profughi ucraini si trasformi in un disincentivo al rimpatrio una volta (si spera il prima possibile) terminato il conflitto?
  • Come si presenta la situazione sul fronte dei tentativi di abuso nell’ambito dell’asilo ad opera di non aventi diritto messi a segno approfittando della guerra in Ucraina?

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi
 

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