Sport, 15 marzo 2022

“La kick boxing è uno sport che educa e fa riflettere”

Omar Wicht presenta l’Indoor Fight Gym di settimana prossima e parla della disciplina

CANOBBIO - Omar Wicht non è soltanto padre di famiglia e politico. È anche un assiduo frequentatore della palestra Fight Gym Club di Canobbio nonché cultore della kick boxing, uno sport che segue con grande passione. Nei giorni scorsi lo abbiamo sentito per parlare di questa disciplina ma anche per lanciare idealmente il torneo Indoor Fight Gym, che va in scena settimana prossima alla palestra di Canobbio.

Sabato prossimo al Fight Gym Club di Canobbio va in scena la terza edizione del torneo Indoor Fight Gym Fighting.
Si continua, non si molla, si vuole dare visibilità ad uno sport da combattimento ma educativo al tempo stesso. Un evento ispirato dal maestro Andrea Ferraro, che da molti anni si impegna ad insegnare a generazioni di luganesi e non solo, questa disciplina con passione, educazione e costanza.

Anche lei vi partecipa.
Per confrontarmi e concentrarmi su un obiettivo! E lo faccio con il mio fedele compagno di avventura Luca Campana, che mi aiuta moltissimo, una specie di mentore e motivatore. Lui in passato è stato un competitore di ottimo livello. Salirò sul ring non per vincere ma per imparare e lottare. Il bello di un incontro di kick boxing ai nostri livelli è anche questo.

Una passione nata in modo rocambolesco.
Non basterebbe un libro per raccontare le bravate di gioventù compiute a Lugano. Ricordo che una volta, dopo aver litigato ed essere venuto a contatto con un gruppo di opposti tifosi ad una partita di calcio (se ricordo bene erano gli ultras del Lucerna), scappammo verso Porza inseguiti dalla polizia comunale e dai cani degli agenti. Ci andò bene, alla fine. Ma quella situazione mi fece riflettere e così ho cominciato a seguire delle lezioni di kick boxing al Fight Gym di Lugano. Combattimento ma anche disciplina e auto controllo.

Eppure c’è chi sostiene che la kick boxing sia uno sport violento e per gente violenta?
Assolutamente no, non è uno sport violento! Così come il pugilato, il karaté e altre discipline. E lo prova il fatto che a frequentare le palestre sono giovani, anziani e pure le donne. Sembrerebbe una disciplina poco indicata per il cosiddetto sesso debole e invece le donne seguono con passione e grande impegno gli allenamenti che si svolgono in palestra. E possono trarne grandi benefici per la difesa personale.


Ma è anche un concreto aiuto per i giovani.
Attraverso questo sport si vuole aiutare i giovani: per renderli maggiormente attenti e sensibili sui valori della vita. E la kick boxing è uno strumento adatto alla bisogna: interventi con l’allenatore ed il team favoriscono sempre il dialogo e aiutano a risolvere ogni problema personale. Come il bullismo, una piaga dei nostri tempi che può provocare traumi e lasciare segni indelebili.

Appunto, il bullismo.
Un fenomeno avulso, uno scherno verso il soggettocoinvolto, depauperante della propria personalità e autostima. I ragazzi hanno sotto gli occhi tutti i giorni modelli comportamentali negativi ispirati a fatti quotidiani e della televisione; si associano a rapporti comunicativi sempre più stretti (un paradosso dei nostri giorni) che pur avendo il mondo a portata di mano per esempio con un apparecchio iPhone, si trova sempre più isolato e con famiglia in molti casi sempre più disunita. Uno sport come il nostro può servire a fare da maestro e ad illuminare la propria strada per il futuro, ne sono convinto.

In palestra arrivano anche agenti di polizia.
Anche loro. Vorrei ricordare che attualmente sono presenti in gran numero nella nostra struttura. Sonopersone che si allenano assiduamente per proteggere la popolazione, quindi di grande utilità pubblica. Insomma: questo sport è universale.

Cosa si può imparare da questa disciplina?
Fa capire a chi lo pratica i propri limiti e le responsabilità nel gruppo di riferimento; fuori dal contesto sportivo dovrebbe servire alla protezione della persona e non all'offesa. Detto questo è anche vero che all'inizio suscitava entusiasmo perché si potevano apprendere nozioni inedite nel combattimento.

Dopo averlo appreso, ora lei insegna questo sport.
Sì, ai bambini nelle loro ore di libero dalla scuola. In pratica posso trasmettere quei valori e quegli insegnamenti che io ho imparato sul ring. Come ho detto prima, questa è una disciplina che fa bene a tutti.

Anche ai genitori proponete la vostra attività.
Il mio amico Luca Campana, oltre ad essere stato un buon commissario di quartiere è tuttora presidente di un'associazione per la tutela dei bambini sul territorio luganese (Life for Childrens) che oltre a lanciare attività interessanti benefiche propone ai genitori corsi di arti marziali per una vita equilibrata e sana.

MDD
 

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