Sport, 21 febbraio 2022

Gobbi: “L’esercito contribuisce in maniera determinante a far crescere gli sportivi d’élite”

Tante medaglie olimpiche tinte di grigio-verde

BELLINZONA - Abbiamo tutti gioito in queste ultime due settimane per i successi olimpici della nazionale svizzera ai giochi di Pechino. “Un bel bottino, che ha permesso alle nostre bandiere di sventolare in alto e di far risuonare il Salmo Svizzero nei cieli cinesi”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Forse però non tutti sanno l’importante contributo dell’Esercito a questi successi”. 


In che senso, ci spieghi meglio. 
“Il 50% degli atleti presenti in Cina – anche molti loro allenatori – sono sostenuti dal programma sportivo dell’esercito. Vuol dire 85 atleti si 167, di cui 23 donne. Corinne Suter, Michelle Gysin, Marco Odermatt, tre medaglie d’oro (e che ori!!) e un bronzo, sono soldati dell’esercito, così come il primo e secondo nelle skicross Regez e Fiva. E pure la medaglia di bronzo nello snowboard Jan Scherrer. Non male!”. 


Al Direttore del Dipartimento delle istituzioni chiediamo alloro di spiegare come è organizzato questo sostegno agli sportivi d’élite.“L’esercito sostiene gli sportivi di punta con ambizioni internazionali attraverso tre opportunità: la Scuola reclute (SR) per sportivi di punta: i corsi di ripetizione e i contratti temporanei. La SR dura le tradizionali 18 settimane. Nelle prime tre vi è la formazione militare, le conoscenze di base del servizio sanitario e l’addestramento degli autisti. Seguono due settimane di formazione per diventare monitore di sport militare. Ma al pomeriggio gli atleti si allenano e alla sera fanno rigenerazione. Nelle settimane seguenti possono invece allenarsi mattino e pomeriggio e seguire la fase di rigenerazione alla sera. Durante la SR seguono poi moduli di formazione come la gestione dei media, la formazione al massaggio, lezioni di inglese, antidoping, alimentazione, pianificazione della carriera. Il tutto in modo individuale. La scuola si svolge a Macolin presso il centro di competenza sport dell’esercito, diretto dal 2020 dal colonnello Marco Mudry di Bellinzona. Si mettono così a disposizione le infrastrutture migliori e la formazione migliore affinché l’atleta sia nelle condizioni di aumentare le sue potenzialità. Sono due le SR annuali: da aprile ad agosto sono gli atleti degli sport invernali a prendervi parte; da novembre a marzo la SR è dedicata a coloro che praticano gli altri sport. I corsi di ripetizione invece di durare 30 giorni all’anno possono durare per 4 anni ben 130 giorni, durante i quali gli atleti possono allenarsi e fare le competizioni. È possibile che Corinne Suter o Michelle Gysin quando hanno vinto le loro medaglie stessero svolgendo proprio il loro corso di ripetizione. La terza opportunità messa a disposizione dall’esercito è quella del contratto temporaneo. Sono 18 gli atleti che ogni anno possono usufruire di questa possibilità. Un grande investimento per un grande successo, possiamo tranquillamente affermare”,sottolinea il Consigliere di Stato Norman. 


Il tutto è partito nel 1998. “Esatto e fu il consigliere federale Afdolf Ogi a gettare il seme. La prima scuola reclute per sportivi si tenne nel 2004, mentre dal 2010 è attivo il sostegno attraverso il contratto temporaneo. Dal 2019 per volontà della consigliera federale Amherd la scuola reclute ha raddoppiato la sua capacità e nel giro di 4 anni si passerà da un massimo di 70 sportivi suddivisi su 2 SR a ben 140. In un contesto sportivo internazionale che negli ultimi 30 anni è diventato sempre più competitivo il sostegno messo in campo dall’esercito ha permesso di colmare il gap con molte nazioni e ha dato la possibilità a molti ragazzi e ragazze di talento di poter arrivare ai vertici mondiali. Quando risuona il nostro Salmo svizzero nelle grandi competizioni pensiamo che un po’di merito va anche all’esercito e al suo centro di competenza per gli sportivi”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
 

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