Sport, 27 gennaio 2022

Successi e decadenza dell’ex DDR Jan Ullrich

Una vita fra doping, infortuni e depressione. Vinse il Tour de France nel 1997

LUGANO - Storie maledette, racconti di drammi, tragedie e momenti tristi del mondo dello sport recente e del passato: per non dimenticare eroi, protagonisti e anche figure che in pochi conoscono e sono state segnate da un destino fatale o da un declino irriversibile. Come per esempio Jan Ullrich, ex campione tedesco di ciclismo, la cui vita sportiva e personale è stata costellata da trionfi, cadute, ripartenze e nuovamente crolli, soprattutto dal punto di vista psichico. Principale antagonista con Marco Pantani del grande “bugiardo” Lance Armstrong durante gli anni dell’Epo, Ullrich è diventato per una stagione (il 1997) il numero 1 del ciclismo mondiale, vincendo anche il Tour de France, l'ultimo prima della serie dominata (con l'aiuto della chimica) dallo statunitense.


Corridore duttile, bravo a cronometro quanto in montagna, il tedesco ha percorso strade impervie per arrivare al successo: dai sacrifici da bambino e da ragazzo nella decadente DDR, al ricorso alle droghe per ottenere stimoli fisici (proibiti) e di conseguenza fama e consensi.Jan Ullrich è nato a Rostock nel 1973. Il muro di Berlino non era ancora caduto e la DDR usava lo sport per fare propaganda: grazie ai successi di atleti, nuotatori e ciclisti, questa presunta repubblica democratica era diventato lo spauracchio delle grandi potenze. Nella città anseatica, come in altre della Germania Est, crescevano come funghi potenziali campioni, molti (anzi: quasi tutti) arruolati nelle varie società dirette con rigida e severa disciplina dallo stato-padrone. Ullrich, seguendo l’ esempio del fratello Stefan, si iscrive alla Sportgemeinschaft. Subito si capisce che ha doti ciclistiche non comuni.


E così viene trasferito, su ordine dei dirigenti supremi dello Sportbüro, nella Sportvereiningung di Berlino, il club amatoriale della polizia politica. Il trasferimento gli garba molto: in casa le cose non vanno bene, il padre è un violento: picchia la moglie ed aggredisce a suon di botte i figli. Jan lascia volentieri la famiglia. La madre lo ha tirato su fra grandi sacrifici e lui decide di diventare professionista di stato proprio per aiutarla. Ma nel 1989, poco dopo la caduta del Muro, il futuro dominatore del Tour del 1997, passa alla storica società Radsport Gemeinschaft di Amburgo. Inizia proprio lì la sua lunga corsa ad ostacoli nel ciclismo che conta. Nel 1993 vince il titolo mondiale dei dilettanti ad Oslo, guarda caso un giorno prima del trionfo di Lance Armstrong fra i professionisti. Sembra un segno del destino.


Che duelli epici al Tour!
Il ragazzo ci sa fare: a cronometro vola, in linea si difende come un leone e in salita ha dei numeri, anche se nel confronto con i piccoli scalatori soffre. Ma nel 1996 esplode (sportivamente parlando): al Tour de France funge da luogotenente a Bjarne Riis (dopato sino alla cima dei pochi capelli che aveva in testa) ma si intuisce che deve frenare il proprio istinto e mettersi a disposizione del danese. Poco importa perché nel 1997, un anno dopo, il tedesco si consacra definitivamente campione di razza vincendo la Grande Boucle. Mesi prima si era imposto nella tappa di Kandersteg del Giro di Svizzera. Al Tour non ha rivali,
tanto Virenque quanto Pantani devono arrendersi al suo strapotere.


A questo punto sono in molti a pronosticargli una carriera stellare, anche se qualcuno che vede lontano comincia a sospettare che i suoi risultati (come quelli di Riis nel 1996) siano frutti di artifizi non legali. Intanto per il ciclismo arrivano tempi duri: nel 1998 proprio al Tour scoppia il caso Festina mentre Ullrich dà vita a duelli epici in montagna con Marco Pantani. Il Pirata vincerà comunque la classifica generale. Dal 1999 e sino al 2005 in poi il mondo delle due ruote si inchina a Lance Armstrong e a tutto ciò che ne consegue. Un lungo furto legalizzato (con la complicità dell’UCI) che verrà smascherato soltanto dopo anni di inchieste e servizi giornalistici. Lance il bugiardo alla fine ammetterà di essersi dopati e i suoi titoli al Tour verranno revocati.


Primi segnali sospetti
Nel 2000 Ullrich vince da dominatore le Olimpiadi di Sidney. Ma a fine gara l’UCI indaga su presunto uso di stupefacenti. Tutto però finisce in cavalleria. Sono i primi segnali di un suo coinvolgimento in pratiche illegali che sfociano nel doping. Due anni dopo inizia una fase caratterizzata dagli infortuni. Nel 2002, a causa di un problema al ginocchio destro, non lo si vede quasi mai gareggiare. E anche la fine del suo rapporto con la Deutsche-Telekom (dopo 8 anni). Il team ha capito di avere in casa una bomba ad orologeria.


Nel 2003 è al centro di un episodio che darà origine alla sua amicizia con Armstrong: battuto dal texano in ogni apparizione al Tour, nella tappa di Luz Ardiden la maglia gialla cade in discesa ma Jan, che lotta per la classifica generale, anziché attaccarlo lo aspetta. Poco dopo Lance, approfittando di un cambio di ritmo in salita, se ne andrà a vincere la frazione. Nel 2004 il tedesco è grande protagonista sulle strade svizzere, vincendo il Tour grazie ad una cronometro finale strepitosa.


Operacion Puerto
Sempre alle prese con problemi di peso (nei mesi invernali ingrassa almeno dieci chili), nel 2006 Ullrich si prepara meticolosamente per vincere il Tour de France visto che Armstrong si è ritirato. Ma proprio alla vigilia della corsa viene escluso dalla corsa perché coinvolto nella Operacion Puerto, che porta alla luce il suo coinvolgimento in pratiche dopanti. Viene sospeso dalla sua squadra e quindi licenziato. Viene perquisita anche la sua casa nel canton Turgovia.


Nel 2007 gli esami del sangue proveranno la sua colpevolezza. Poi, inevitabilmente, arrivo il lento declino: dapprima le squalifiche per doping, poi il fallimento del suo matrimonio e un lungo periodo di depressione, durante il quale viene pure arrestato dalla polizia spagnola per aver aggredito un attore e regista tedesco e in seguito anche da quella tedesca per aver tentato di abusare sessualmente e strangolare una prostituta. Ullrich finisce in una clinica psichiatrica. Ma il ciclismo è ormai un capitolo chiuso. È un uomo finito. Il resto è storia del mese scorso: dopo un periodo di apparente serenità, è caduto in depressione a causa di una donna cubana.

JACK PRAN

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