Sport, 23 gennaio 2022

L'Ambrì risale, il Lugano ci crede ancora

Grazie alla vittoria ottenuta contro il Davos, e alla sconfitta del Berna alla Cornèr Arena, i leventinesi sono decimi, mentre i bianconeri puntano proprio al 6° posto dei grigionesi

AMBRÌ/LUGANO - Grazie alla vittoria contro i grigionesi (3-2) e alla contemporanea sconfitta del Berna a Lugano, ora i leventinesi sono soli al decimo posto. I pre-playoff sono riagganciati! Contro il Davos bella prova, in una serata in cui la società ha ricordato il 60esimo anniversario del trionfo in Coppa Svizzera contro il Villars.
 
Serata da incorniciare quella di ieri sera in una Gottardo Arena nuovamente stipata. Non solo i biancoblù hanno ricordato degnamente la vittoria di Coppa Svizzera del 1962 ma hanno pure sconfitto il Davos (3-2) e di riflesso hanno conquistato il decimo posto, ossia l' ultimo che da diritto ai pre-playoff. Il tutto grazie, pure, alla sconfitta del Berna a Lugano. Scesa sul ghiaccio con una maglia commemorativa del 1962, la squadra di Luca Cereda ha saputo condurre in porto una sfida tesa e tirata sino all’ultimo respiro: sin dalle prime fasi di gioco, i leventinesi hanno impresso un forte ritmo alla gara e sono passati in vantaggio con Pestoni attorno al decimo minuto. Ma il Davos, affidandosi alla grande verve dei suoi stranieri, ha reagito immediatamente, e con Stransky ha pareggiato i conti.


Ci ha però pensato Moses (ancora in gol!) ha riportare in vantaggio i suoi poco prima della sirena. 2-1 dopo venti minuti. Ma il bello doveva ancora venire: il Davos si è buttato in avanti ed ha trovato ancora con Stransky il pareggio nella ripresa. I biancoblù, proprio nel momento in cui cominciavano a calare sul piano fisico, hanno però reagito e nel periodo conclusivo hanno piazzato la rete decisiva con Bürgler. Inutile il forcing finale degli ospiti, che non sono riusciti a battere un Conz quasi perfetto.


Il Lugano ci ha messo tanto cuore e alla fine, dopo aver faticato oltre il lecito, batte un Berna largamente incompleto ai rigori (3-2). Sotto di due reti Arcobello e soci hanno saputo reagire, ottenendo il pareggio con Löffel a quattro minuti dalla fine. Dopo un inutile overtime, i bianconeri si sono poi imposti ai penalty.


Una vittoria ottenuta in sofferenza o in apnea, fate voi. Una vittoria frutto del cuore e del carattere, che hanno dovuto supplire alla completa mancanza di lucidità, soprattutto in fase realizzativa e di gioco (inquietante a questo punto della stagione). Sotto di due reti dopo una trentina di minuti inguardabili, i bianconeri hanno avuto la fortuna di trovare il gol con Fazzini, che li ha rimessi in carreggiata contro un Berna che si è presentato alla Corner Arena senza una decina di giocatori, alcuni dei quali fondamentali per il gioco degli Orsi. Con questo risultato il Lugano ora si trova a 9 lunghezze dal Davos, un po' meno lontano dal sesto posto anche se i dubbi su questa squadra non vengono di certi cancellati dai due punti conquistati ieri sera.


Ora ci sono la trasferta a Zugo e poi il derby contro i biancoblù, che vengono da due vittorie consecutive. Due test indicativi. Soprattutto per capire quali sono le reali potenzialità di questa squadra, che ancora una volta ha denunciato evidenti carenze offensive (Boedker non segna da 20 partite!) e la mancanza di una leadership.

E per fortuna Fazzini si è svegliato… E Mc Sorley? Nel finale è stato cacciato per proteste. Anche lui è stato a lungo in balia delle onde. Come la squadra.

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