Sport, 20 dicembre 2021

“La rinascita del Viganello parte dal settore giovanile”

Il direttore sportivo Fabio Bernasconi parla dei Caimans e dei suoi progetti

VIGANELLO - Viganello, una società che ha avuto un gran peso nella storia cestistica luganese e nazionale. Una società che ha vissuto momenti indimenticabili e unici negli anni ’70, dal presidente Roda all’uomo delle “penne”, ossia Silvio Laurenti. Due trionfi in Coppa Svizzera (il primo nel 1977 alla presenza di quasi 5000 a Mezzovico nel derby vinto all’overtime contro il Pregassona, con Dan Stockalper strepitoso ed i duelli sotto canestro fra Brady e Williams) e il campionato vinto alla Gerra contro la Federale con super Charlie Yelverton a dettare legge.


Ricordi fantastici, che però col tempo sono stati superati dalla delusione dei tifosi per la fusione con la Federale e in seguito con la sparizione del team della periferia luganese per problemi finanziari (ad approfittarne è stato il Lugano al quale il proprio il Viganello ha concesso i diritti sportivi per accedere alla massima lega). Se i “big” sono spariti da una vita, il Viganello ha rialzato la testa, rifondando il club e ridando grande entusiasmo ai suoi giovani, che ora lo frequentano in massa (oltre 150) suddivisi in varie categorie. Tanta linfa alla società alla quale è stato abbinato il nome “Caimans”.


Tanta euforia insomma ma anche la consapevolezza che la strada è ancora lunga, come conferma del resto il direttore sportivo Fabio Jim Bernasconi, uno che ha vissuto in prima persona il boom del basket ticinese con una discreta esperienza come giocatore ed una lunga militanza come dirigente: “Stiamo lavorando per costruire un solido futuro al nostro club – ci dice Bernasconi - Abbiamo cercato di creare delle solide basi, di richiamare delle persone competenti che credono nel nostro progetto, e che sanno dare una carica a tutto il movimento. Il nostro presidente Florio Spadini ha preso il timone: è stato lui a chiamarmi in causa ed io, che ho vissuto la maggior parte della mia vita sportiva in questo club, ho risposto presente. Il Viganello è la mia casa perciò mi sento davvero onorato di partecipare a questa ricostruzione, unitamente ad altri miei colleghi, anche a Renato Carettoni, un altro personaggio che ha scritto pagine indimenticabili nel basket ticinese”.


Prima di addentrarci nel presente, rivediamo qualche fotogramma dei tempi che furono...
Ha ragione a definirli così: allora avevo 15 anni e non mancavo una partita. Addirittura dovevo andare un’ora prima per trovare un posto a sedere. Anche il Viganello faceva tendenza: grazie a Yelverton, Futz, a Dan Stockalper che arrivò da noi dopo essere stato scartato dalla Federale. Quante vittorie e quante emozioni, specie a Mezzovico.


Insomma, il Viganello è sempre nel suo cuore.
Assolutamente, qui ho vissuto i miei primi tempi anche come allenatore – pure della prima squadra quandomilitavainPrimaLega. Perquesta ragione, dopo aver trascorso anche sei stagioni nel Barbengo, quando mi hanno chiamato per tornare alla base non c’ho pensato un attimo.


Avete avuto coraggio e tanta determinazione rifondando nel 2004 il nuovo Viganello che,
lentamente, ha rifatto superficie ridando un’anima ad un movimento giovanile che ora può lottare a testa alta contro chiunque.
Il lavoro è stato tanto, il Viganello/Lugano ha preso piede poi, ad un certo punto, i nostri ragazzi hanno voluto dare un’altra svolta al club votando un nome aggiuntivo originale, ossia “Viganello Caimans”, come esige ormai la moda sportiva di oggi, (i Tigers del Lugano, i Lions di Ginevra ecc.).


Il vostro vivaio può davvero contare su un numero di giovani davvero interessante.
Sono circa 150. L’anno scorso ci siamo concentrati più sulla riforma definitiva del nostro movimento giovanile – cosa non semplice da fare visto che ci sono molti sport di massa attrattivi a Lugano e non solo - ora invece stiamo lavorando sull’aspetto formativo, per tentare di creare un buon gruppo anche dal punto di vista qualitativo. Avere cioè dei giocatori che un domani possano militare anche in Lega Nazionale A.


Il punto di riferimento è la squadra attivi che gioca in Prima Lega.
Ai ragazzi bisogna dare un obiettivo e questo è appunto la prima squadra diretta da Cristel Quidome e Livio Ciceri, vera “palestra” per farsi le ossa prima del balzo nelle nuove categorie.


Avete molte squadre nei campionati ticinesi: state magari pensando di gareggiare regolarmente anche a livello nazionale?
Per arrivare a questi livelli occorre essere competitivi e assicurare certi parametri.Vorremmo portare la U16 a livello nazionale. Molto buona è pure la U14 che la scorsa stagione ha battuto anche avversari di valore come Lugano e SAM Massagno, vincendo alla fine il campionato ticinese.


Un passo alla volta, insomma.
Esattamente. Lavorare con i ragazzi è entusiasmante ma occorre essere sempre vigili affinché il progetto segua sempre una precisa filosofia e continui con cautela e grande esperienza. A Viganello tutto sta procedendo al meglio e questo ci fa ben sperare per il futuro. Il presidente Spadini ha tracciato la via, a noi il compito di seguirla cercando di costruire qualcosa che resti nel tempo.


La vostra vecchia palestra delle scuole elementari di Viganello ha pure scritto pagine importanti ed è la vostra attuale “isola della felicità”.
È una palestra che vive nei nostri cuori ma ora aspettiamo anche di poter avere spazio nella palestra delle Medie di Viganello. Saremmo davvero felici, noi dirigenti e tutti gli allenatori. Le premesse per diventare un club veramente importante ci sono tutte.


Per finire: il Viganello pensa al futuro e la sua crescita conferma che tutto sta procedendo secondo i piani prestabiliti.
Nel modo più assoluto. La nostra società vuole essere un punto di riferimento a livello formativo. Sappiamo quello che dobbiamo e vogliamo fare, soprattutto per onorare il nome che rappresentiamo. Il basket a Viganello è partito nel 1942 e l’anno prossimo festeggeremo gli 80 anno che ovviamente cercheremo di onorare al meglio.

GIANNI MARCHETTI

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