Sport, 08 novembre 2021

“O ci mettiamo al passo con i tempi, altrimenti...”

Secondo Christian Barozzi (Lugano Scherma) il PSE è davvero imprescindibile

LUGANO - Il Polo sportivo e degli eventi? Si tratta di un investimento per il futuro, per i giovani e anche per tutte le fasce della popolazione. Diamo una casa allo sport, uno spazio di aggregazione intergenerazionale e creiamo un nuovo quartiere green, dinamico e piacevole da vivere”, sono parole di Christian Barozzi, vice-presidente e responsabile agonistico del Club Lugano Scherma ma anche vice presidente della Federazione svizzera di scherma e membro della Commissione marketing e comunicazione dell’EFC.


Ex atleta internazionale, più volte campione svizzero di fioretto negli under 20, è in prima linea per promuovere il PSE, per il quale si voterà il 28 novembre prossimo. “Ho accolto con grande entusiasmo questo progetto: bocciarlo sarebbe peccato mortale”, ha detto nei giorni scorsi. 


Signor Barozzi: il PSE per la scherma luganese è di fondamentale importanza. La vostra società opera in un contesto decisamente anacronistico a livello di strutture.
Ad agosto 2021 i due club luganesi hanno operato una fusione. Attualmente il club annovera 180 atleti che si allenano in due strutture separate. Gli under 14 e la scherma paraolimpicapresso le palestre delle scuole medie dell’Istituto Elvetico, mentre gli u17 e gli Elite si allenano nella palestra di via al Chioso. In quest’ultima palestra ho iniziato a praticare la scherma 43 anni fa e gli spazi sono gli stessi. Oggi siamo il secondo club in Svizzera in termini di atleti e il primo per risultati. E non disponiamo di una palestra adeguata, con pedane non regolamentari. Ogni 15 giorni gli atleti di Zurigo vengono a Lugano ad allenarsi. Sono felici di venire ma basta vedere i loro occhi perplessi quando entrano nella nostra palestra, priva di spazi e di spogliatoi.


Così è dura...
In via al Chioso in estate fa troppo caldo, visto che la struttura è priva di aria condizionata e non è isolata. Lascio ai lettori immaginare l’odore di sudore di 20-30 atleti in 120 m2 che si allenano a 25 gradi, con le divise di protezione e la maschera. Mentre in inverno le ampie vetrate dell’ex deposito, non trattengono il calore dei due riscaldamenti e le temperature in palestra non sono confortevoli. 


Insomma: benedetto sia il PSE...
Certo, riusciremo innanzitutto ad avere tutti gli atleti e i soci nello stesso luogo di allenamento presso la nuova palestra di scherma. Gli atleti si potranno allenarne su pedane regolamentari come in gare contrariamente ad oggi. Inoltre i nuovi spazi saranno proporzionati alle dimensioni attuali del club e soprattutto potranno assorbire il prevedibile aumento di nuovi membri. Crediamo che il nostro club possa raggiungere i 350 membri. 


Una nuova struttura a norma di regolamento.
Non è un aspetto di poco conto, la nuova palestra di scherma rispetterà le norme imposte da Swiss Fencing che prevede degli standard minimi per i centri nazionali. Di fatto oggi Lugano è riconosciuto come nuovo polo regionale d’altissimo interesse nazionale unicamente per i risultati conseguiti negli ultimi anni, invece non lo è dal punto di vista delle infrastrutture. Swiss Fencing ha attivato i sussidi Nasak 5 per finanziare parte del progetto nel nuovo PSE. Inutile sottolineare che in caso di un NO alle urne al nuovo PSE, perderemmo questi contributi della Confederazione e il riconoscimento di centro nazionale.



Il polo sportivo permetterà naturalmente di allargare il fronte del reclutamento: un numero maggiore di ragazze e ragazze saranno attrattidalla scherma.
Il club si poggia su 3 importanti pilastri: la scuola di scherma aperta dai bambini di 4 anni fino agli adulti e i master over 80; la scherma agonistica, con i nostri movimenti giovanili e i nostri atleti elite e infine la scherma inclusiva, vale a dire progetti speciali come la scherma terapeutica contro il tumore al seno, la scherma paraolimpica (Lugano oggi è un polo di competenza nazionale), la scherma per ipovedenti e la scherma per la terza età. Il nuovo PSE permetterebbe al club di sviluppare ulteriormente tutti questi settori e progetti.


Quali altre opportunità offre il PSE? 
Il nostro club, ma credo anche le altre società, disporrà di una struttura adeguata per potere svilupparsi. Nel 2015 abbiamo svolto l’ultima edizione del Lugano Challenge, un torneo internazionale che radunava durante il mese di settembre oltre 950 atleti da mezza Europa. La competizioni svolgeva al centro esposizioni e non era una struttura adeguata visto che priva di spogliatori e docce. Con il nuovo PSE possiamo organizzare diverse competizioni nazionali e internazionale e cosi rilanciare il turismo. 


La stessa nazionale svizzera auspica di potersi allenare a Lugano, vista la vicinanza con l’Italia. 
Lugano potrebbe organizzare degli stage prima dei grandi eventi internazionali o prima delle tournée di Coppa del mondo in Europa, ospitando le nazionali di Paesi extra-europei, come USA, Corea, Cina, Giappone, Venezuela. Ma non solo: Lugano potrebbe organizzare delle conferenze su temi legati alla scherma, come il progetto Nastro Rosa, progetto che prevedere la scherma nella riabilitazione postoperazioni in seguito ad un tumore al seno. 


Nel nuovo palazzetto dello sport ci saranno anche basket, volley e ginnastica: anche per queste realtà sarà un enorme passo avanti. 
Il PSE sarà anche la casa dello sport e avere molte società sotto lo stesso tetto permetterà di creare nuove sinergie e soprattutto avere uno scambio tra metodi di allenamento e di preparazione. Sono previste anche delle riunioni utili per tutti i momenti della società come le assemblee generali e le riunioni con i genitori, ma è anche un’occasione per poter organizzare dei corsi di teoria come richiesto da Swiss Olimpic, su temi importanti come il doping, l’igiene di vita, la gestione e pianificazione della carriera. Credo sia troppo facile vantarsi o essere orgogliosi dei risultati dei nostri atleti e dei club di Lugano e nello stesso tempo privarli delle infrastrutture adeguate per potersi allenare. 


Non solo sport ma anche la riqualificazione del quartiere. Lugano guarda avanti. Che ne pensa? 
Si tratta di un investimento a lungo termine con vantaggi per tutta la popolazione e la città. Sarà uno straordinario luogo di aggregazione e scambio. Immagino i miei atleti correre all’aperto nel nuovo quartiere magari fino al Maglio per allenare la resistenza. Ci saranno piste ciclabili e soprattutto tanto verde. Penso a quei genitori che oggi devono attraversare più volte tutta la città per potare i loro figli nelle diverse palestra delle città. Con il Polo ci sarà meno traffico e soprattutto un aiuto a questi genitori che dovranno potere i fogli in unico punto della città: il PSE.


Un progetto lungimirante.
Un investimento per il futuro non è mai sbagliato. La città ha dedicato tempo e risorse per questo progetto. Ci sono dei punti che forse si potranno migliorare o che saranno migliorati in seguito. Ma attendere o rimandare sarebbe un disastro. Un messaggio catastrofico per la città e anche il Ticino nei confronti delle diverse federazioni nazionali con conseguente danno d’immagine, e un messaggio negativo ai giovani. Non investire vuol dire avere paura del futuro.


Un punto assai importante per voi è l’inclusione. 
Lo sport trasmette numerosi valori fortemente educativi. Il PSE non deve e non sarà dedicato unicamente agli sport di alto livello, ma anche a tutte le fasce della popolazione. Nel nuovo PSE il club potrà ampliare la sua offerta, con dei corsi per i bambini dai 3-5 anni per l’attivazione motoria con la scherma, ma anche corsi per adulti e persone della terza età. La scherma in carrozzina, che vede Lugano all’avanguardia in svizzera va ulteriormente incrementata offrendo allenamenti per i futuri élite che si vorranno misurare alle Paraolimpiadi ma anche ad ragazzi e adulti che cercano nuovi obbiettivi di vita.

A.M.

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