Ticino, 22 ottobre 2021

Asili nido di qualità per le famiglie

L'intervento di Lelia Guscio

Un’altra adesione importante per la Lega dei Ticinesi, che attraverso le parole di Leila Guscio, appoggia l’iniziativa “asili nido di qualità per le famiglie”. 
Secondo la deputata Guscio “il tema della conciliabilità lavoro e famiglia confronta ormai da tempo la società ticinese; è trascorsa da tempo l’epoca dei baby boomers, contraddistinta da una natalità molto importante e soprattutto dal fatto che i padri erano considerati i “breadwinners” (cioè lavoravano e si guadagnavano il pane) e le madri rimanevano a casa ad occuparsi dei figli.” 

Tuttavia al giorno d’oggi, come fa notare la deputata Guscio, “l’intero concetto di famiglia è viappiù cambiato; oltre la famiglia tradizionale si sono aggiunte le famiglie monoparentali e quelle estese. Fatto sta che sempre più entrambi i genitori oppure il singolo genitore si è ritrovato a dover lavorare fuori casa per arrivare a fine mese. E i figli? Chi poteva farlo chiedeva l’aiuto di nonni e parenti, gli altri ricorrevano a strutture d’accoglienza per l’infanzia che però spesso erano poche e quasi inaccessibili per motivi finanziari. Ricordo che nel 2003 il Ticino disponeva di 13 asili nido; oggi invece sono 66 oltre a 30 centri extra-scolastici. Un aumento più che auspicabile per stare al passo coi tempi.” E ancora: “se la riforma cantonale fiscale e sociale è servita a dare una spinta e una boccata di ossigeno agli asili nido, ci sono tuttavia ancora aspetti da consolidare. Mi riferisco al maggiore coinvolgimento di aziende ad istituire nidi d’infanzia al loro interno, ancora sono un piccolo numero ma le esigenze dei lavoratori in queste aziende sono ben definite, soprattutto se il lavoro viene svolto a turni. Un altro aspetto è il controllo capillare della qualità negli asili nido (fatti incresciosi sono, seppur limitati, capitati) e questo anche grazie alla professionalizzazione degli educatori. Il Ticino non è però il fanalino di coda in questo senso: quasi il 90% degli educatori, ben al di sopra della media svizzera, ha seguito una formazione specifica.”

In conlusione vi è la questione finanziaria per cui “il Cantone dovrà sopportare un onere supplementare di 3.5 milioni di franchi per la gestione corrente e, in seguito all’adozione del CCL, altri 0.8 milioni di franchi. Tuttavia, l’impatto finanziario del CCL sarà garantito dai 7.7 milioni di franchi erogati dalla Confederazione secondo l’ordinanza sugli aiuti finanziari per la custodia dei bambini complementari alla famiglia come pure dalle riserve del Fondo della già citata riforma fiscale e sociale. Per i Comuni invece, a differenza di ciò che si ipotizzava in un primo momento, l’aumento dell’onere finanziario non si ripercuoterà su di essi.”

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