Svizzera, 07 ottobre 2021

Funzionario usava i soldi destinati ai rifugiati per pagarsi delle prostitute

Un funzionario dell'amministrazione del canton Vallese ha sottratto 166'000 franchi di fondi pubblici, somma che ha usato principalmente per pagarsi delle prostitute.

Come riportano i media romandi, l'uomo, un ex responsabile amministrativo e contabile dell'Azione sociale vallesana dell'ufficio di accoglienza dei candidati rifugiati nel Vallese centrale ha sottratto 166.500 franchi. Finito sotto processo, il quarantenne dovrebbe essere condannato a 24 mesi di carcere sospesi per quattro anni, poiché l'accusa del procuratore Nicolas Dubuis non è stata contestata.

L'imputato si presenteva oggi giovedì al Tribunale distrettuale di Sion, dove doveva rispondere di abuso di fiducia qualificata e falsificazione di titoli. L'imputato ha ammesso tutti i fatti. "Esprimo il mio più profondo rammarico e offro le mie sincere scuse per il danno causato", ha detto durante l'udienza. "Ora voglio voltare pagina e lasciare
che questa sia una lezione per me. Voglio ricominciare da capo. In particolare, voglio trovare un nuovo lavoro".

Tra il 3 luglio e il 23 dicembre 2019, l'uomo si è appropriato di un totale di 80'000 franchi. Un importo che ha cercato di camuffare sotto forma di una registrazione contabile goffamente intitolata "pagamento provvisorio", poco prima della chiusura dei conti del 2019. Da gennaio a settembre 2020, il vallesano ha sottratto altri 86'550 franchi. Nel novembre dello stesso anno, l'uomo è stato licenziato senza preavviso dopo che i suoi pagamenti ripetuti (25 in totale) sono stati scoperti.

Il suo modus operandi era invariabilmente lo stesso: sottraeva denaro da un conto bancario di azione sociale, che era destinato principalmente al pagamento in contanti delle garanzie di affitto per gli alloggi occupati dai rifugiati. Per coprire gli ammanchi, l'uomo avrebbe poi fatto una falsa registrazione contabile.

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