Sport, 23 agosto 2021

Ma quanto è cresciuto il tennis femminile elvetico?

La medaglia d’oro di Belinda Bencic a Tokyo, quella d’argento conquistata in doppio dalla sangallese e dalla Golubic, fino alla finale del Masters 1000 di Cincinnati della Teichmann mostrano un progresso del movimento svizzero

CINCINNATI (USA) – C’era una volta, dopo le vittorie di Martina Hingis praticamente in ogni angolo del mondo, il tennis svizzero basato su Roger Federer e Stanislas Wawrinka. C’era appunto perché, nella speranza che il renano e il vodese riescano a tornare in campo e ai loro livelli, il movimento elvetico tennistico negli ultimi mesi – per quanto riguarda l’ex numero 1 al mondo – e negli ultimi due anni – in relazione al vodese – ha subìto una frenata importante. Non tanto per i valori tecnici, ma perché gli infortuni stanno minando questi anni di carriera dei due portacolori rossocrociati.
 
 
Nelle ultime settimane, però, la Svizzera ha scoperto di poter dire la sua in campo tennistico anche fra le donne. Era dai tempi di Martina Hingis, appunto, che le ragazze elvetiche non riuscivano a imporsi in maniera regolare, brillando sui campi di mezzo mondo. Ci aveva provato Timea Bacsinszky qualche anno fa, arrivando due volte in semifinale al Roland Garros, a ridare lustro alle ambizioni del tennis femminile, conquistando 4 titoli, diventando anche la numero 9 al mondo e centrando un argento olimpico a Rio in doppio sempre con la HIngis.
 
 
Ma, assente per infortuni dal 2019, Timea qualche settimana fa ha salutato tutti, ritirandosi. E subito dopo il suo ritiro il nostro tennis femminile ha toccato le vette più alte: prima ci ha pensato Belinda Bencic, poi Jil Teichmann.
 
 
Come dimenticare le Olimpiadi della sangallese, capace di ottenere un oro – in singolare! – e un argento in doppio con Viktorjia Golubic a Tokyo? Come se non bastasse a Cincinnati è toccato alla Teichmann sorprendere tutti. L’ex numero 76 al mondo, infatti, ha conquistato ben 32 posizioni nella classifica ATP arrivando a giocarsi la finale in Ohio, dove però non è riuscita a tenere il ritmo della ben più quotata Ashleigh Barty che si è imposta facilmente 6-3, 6-1.
 
 
Ma poco cambia: dopo aver iniziato il torneo da wild card, e dopo aver eliminato 3 giocatrici presenti nelle prime 12 posizioni del ranking (battendo anche la Bencic), l’elvetica, pur inchinandosi alla vincitrice di Wimbledon, può e deve ritenersi soddisfatta, così come tutto il movimento svizzero che ora può puntare e sperare di ottenere successi importanti anche nei maggiori tornei… anche femminili.

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