Svizzera, 22 giugno 2021

Gli svizzeri nutrono più fiducia verso i partiti rispetto al Consiglio Federale

Gli Svizzeri si sentono in generale molto sicuri e hanno grande fiducia nelle istituzioni elvetiche. Tra i timori più diffusi indicano la pandemia, i ciberattacchi, la diffusione di fake news o una crisi economica. È quanto emerge dallo studio annuale edito dall’Accademia militare (ACMIL) e dal Center for Security Studies (CSS) del Politecnico federale di Zurigo.

Tra i mesi di gennaio del 2020 e del 2021 il sentimento di sicurezza degli Svizzeri è rimasto immutato: il 95% delle persone che hanno partecipato all’inchiesta provano un sentimento positivo. Il loro entusiasmo per il futuro del Paese è tuttavia leggermente diminuito: sono l’83% a dirsi ottimisti mentre un anno prima erano ancora il 91%.
 

Un terzo degli intervistati è preoccupato per la situazione politica mondiale. La crisi del coronavirus, la Brexit e l’attacco al Campidoglio di Washington, sede del Congresso degli Stati Uniti, lo scorso 6 gennaio, nonché il successivo insediamento del nuovo presidente americano Joe Biden possono aver avuto un influsso sulle risposte degli interrogati,

stando al rapporto.

Nel complesso gli Svizzeri non si sentono minacciati. Considerano tuttavia come probabili minacce una pandemia, gli attacchi informatici, la diffusione di false notizie o una crisi finanziaria. La fiducia nei confronti delle istituzioni elvetiche è invece rimasta superiore alla media durante l’epidemia di Covid-19 ed è persino aumentata tra il 2020 e il 2021.

Perdita di slancio del Governo


La fiducia nel Consiglio federale è diminuita in modo significativo in un anno, ma resta superiore alla media. Lo stesso si può dire per quella nei confronti della polizia, della scienza e dei tribunali. Dal canto suo, la fiducia nel Parlamento federale e nei partiti politici è aumentata, pur restando nella media degli ultimi anni.

Gli Svizzeri sono sempre fortemente legati al principio di neutralità. Sono il 96% a sostenerlo. Per la maggioranza degli intervistati la neutralità porta più vantaggi che inconvenienti.


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