Svizzera, 01 giugno 2021

Il CATEF raccomanda di votare NO alla legge sul co2

Di seguito la presa di posizione del CATEF (Camera Ticinese dell'Economia Fondiaria) in merito alla Legge sul CO2

Legge sul CO2, non siamo più i primi della classe

Da anni ormai ci affanniamo a dimostrare, convinti da un retaggio di larvata colpevolezza, di essere i primi della classe. Di sicuro, negli ultimi anni, lo siamo sul ricarico sui prodotti e sui servizi.

Siamo infatti i primi della classe per quanto riguarda i costi che poi ribaltiamo in definitiva sull’utenza e sul mercato. Ma ci dobbiamo anche chiedere se il paese reggerà ancora una rete sociale che tutti ci invidiano e preservando nel contempo quella imprenditoria che ancora si difende alla grande mentre il mercato interno, malgrado le diverse blindature, incomincia a perdere colpi. Si potrà argomentare che l’apocalisse è dietro alla porta, che centinaia di paesi siglano patti e che la decrescita felice non è poi una brutta cosa. Un passo indietro nel benessere potrebbe rivelarsi salutare e magari opportuno per riprendere slancio.

Noi siamo comunque dell’avviso che il paese non regga più delle accise incentivanti, educative o dissuasive. La politica dell’obbligo latente e costosa va a colpire l’imprenditore, il lavoratore, il proprietario e l’inquilino. Tutti travolti dal meccanismo del ricarico. Diciamo quindi no a questa legge che promette molto e che si definisce neutrale! Sarà un supporto alla burocrazia
e neutrale non lo sarà mai perché qualcuno la dovrà pagare. Direttamente o spalmando le imposte.

Ma lasciamo il paese sguarnito? Per niente! Chi costruisce od importa macchine, sottostà già a condizioni stringenti. Chi risana, sempre che lo faccia visto l’attuale mercato, può già appoggiarsi nel caso di interventi tesi a contenere il dispendio energetico, ad aiuti che coprano fino ad un quinto del costo e può fiscalizzare la rimanenza. E lo può fare in modo spontaneo indirizzando il proprio investimento senza sottostare ad un clima impositivo e dettato da pochi funzionari.
In poche parole siamo convinti che sia molto più opportuno dare fiducia alla volontà d’investire del singolo, allo straordinario progresso tecnico ed alle dinamiche rallentate e commisurate delle ambizioni e delle consuetudini.

Ci rendiamo conto che ci muoviamo in un campo discusso e dibattuto, con posizioni divergenti. Ma ciò malgrado siamo convinti che il paese non regga più accise e ricarichi e che si debba percorrere la via del convincimento e della responsabilità del singolo. I veri problemi sono invece i differenti tassi di natalità ed il manco d’energia a medio termine.

Tutto ciò premesso il Consiglio Direttivo della CATEF invita i propri soci a non sostenere la legge sul CO2 e nel contempo ad attivare la voglia di investire nel risanamento dell’esistente.

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