Svizzera, 23 maggio 2021

Migrante può restare in Svizzera perché è schizofrenico

In caso di rinvio in Nigeria molto difficilmente riuscirebbe a finanziarsi i costosi trattamenti farmacologici intrapresi in Svizzera per curare la sua schizofrenia paranoide.


Per questo motivo il Tribunale amministrativo federale ha deciso di concedergli l’ammissione provvisoria in Svizzera, sconfessando la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) che avrebbe invece voluto rinviarlo a casa sua.


Protagonista dell’ennesima sentenza surreale è un cittadino nigeriano entrato clandestinamente in Svizzera nel 2018. Interrogato dai funzionari della SEM, ha subito spiegato di essere affetto da HIV e di soffrire di disturbi psichici. Tuttavia, dopo aver accertato che aveva già chiesto l’asilo in altri Paesi europei, in un caso ottenendo persino un permesso di soggiorno, la SEM ha deciso di non entrare nel merito della sua domanda e di pronunciarne il rinvio.


Il rinvio non è però mai stato eseguito a causa dei problemi psichici dell’uomo, che è stato più volte ricoverato. In clinica è stato sottoposto a una perizia che ha evidenziato una schizofrenia paranoide e dei disturbi mentali dovuti all’abuso di cannabis. Gli è quindi stato prescritto un trattamento medico.

Alla fine, visto il protrarsi della situazione, la SEM ha deciso di entrare comunque nel merito della domanda d’asilo del nigeriano. Per infine respingerla, nel 2020, vista l’assenza di motivi
validi per ottenere l’asilo in Svizzera.

Patrocinato dal Centre Suisses-Immigrés (CSI), il nigeriano ha però interposto ricorso contro la decisione della SEM. Nel ricorso ha sottolineato che la Nigeria dispone di un solo psichiatra ogni milione di abitanti e che quindi per lui sarebbe quasi impossibile riuscire a farsi curare. Senza contare l’aspetto finanziario, che gli renderebbe inaccessibili i farmaci in caso di rimpatrio.

E i giudici gli hanno dato ragione. Nella sentenza appena pubblicata, essi sostengono che il nigeriano dovrà seguire il trattamento per tutta la vita. Se dovesse interromperlo, rischierebbe di veder riapparire i sintomi legati alla schizofrenia, con una potenziale messa in pericolo di sé stesso e degli altri.

“È noto che solo il 10% delle persone che soffrono di malattie psichiche gravi – scrivono i giudici – ricevono effettivamente un trattamento in Nigeria”. Un eventuale rinvio dell’uomo, dunque, renderebbe quasi impossibile un proseguio del trattamento psichiatrico intrapreso in Svizzera, così come del trattamento contro l’HIV.


Per questi motivi, seguendo il parere degli specialisti, i giudici hanno deciso di annullare la decisione della SEM e di imporre il rilascio di un’ammissione provvisoria a beneficio dell’uomo. Un’ammisione provvisoria che, come tutto lascia pensare, diventerà verosimilmente definitiva.

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