Svizzera, 21 maggio 2021

Assolti perché la polizia ha conservato i video più di 30 giorni

È iniziato con quattro assoluzioni il processo a carico di una quindicina di attivisti che devono rispondere dell’accusa di mancata ottemperanza a un’ingiunzione della polizia in occasione dello sciopero del clima andato in scena nel marzo 2019 a Ginevra.

Come riporta il quotidiano ginevrino “Le Courrier”, quel giorno si era tenuta una manifestazione autorizzata a favore del clima. Dopo la conclusione del corteo, però, diversi attivisti si erano diretti verso il municipio di Ginevra nonostante la polizia avesse espressamente chiesto loro di non farlo.

Allora la polizia, dopo aver nuovamente chiesto di sgomberare la piazza davanti al municipio, aveva proceduto con l’identificazione di alcuni degli attivisti che non avevano rispettato l’ordine. In un secondo tempo ne aveva identificati altri, sulla base di alcuni video girati durante la manifestazione.
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Tutti questi attivisti, sia quelli identificati sul posto sia quelli identificati in video, hanno in seguito ricevuto una multa. Una quindicina di loro ha fatto opposizione ed è quindi comparsa in aula mercoledì a Ginevra.

Un processo che, come detto, è iniziato con quattro assoluzioni. La difesa ha infatti fatto notare che la polizia aveva conservato i video della manifestazione per un periodo più lungo rispetto ai 30 giorni consentiti dalla legge. E il giudice ha riconosciuto che quei video devono quindi essere scartati e non possono essere utilizzati come mezzo di prova.

I quattro attivisti identificati solo grazie ai video sono così stati assolti per invalidità dei mezzi di prova. Le sentenze nei confronti degli altri attivisti, quelli identificati il giorno stesso della protesta, saranno invece comunicate nelle prossime settimane.

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