Svizzera, 26 aprile 2021

Richiedenti l'asilo respinti non possono essere espulsi perchè si rifiutano di fare il test PCR

Secondo la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), una decina di richiedenti l'asilo la cui domanda d'asilo in Svizzera è stata respinta si rifiutano di sottoporsi al test PCR e quindi non possono essere rinviati nel loro paese d'origine. Secondo quanto riferisce la "SonntagsZeitung" sempre più paesi ammettono solo viaggiatori che si sottopongono ad un test PCR e il cui risultato è negativo. È probabile, secondo il domenicale svizzerotedesco, che ce ne saranno ancora di più.

"Non c'è una base legale per i test obbligatori", afferma Reto Kormann, portavoce della SEM. La legge sull'uso della coercizione permette l'uso di "costrizioni non letali, irritanti e dispositivi destabilizzanti", ma non di sottoporre una persona espulsa ad un esame
medico.

La questione sta prendendo una piega politica. La consigliera nazionale Martina Bircher (UDC/AG) dice che "farà tutto ciò che è in mio potere per assicurare che il governo federale crei una base per i test coercitivi". Ha intenzione di presentare una mozione entro la fine di maggio: "Sarebbe scioccante se la popolazione fosse praticamente costretta a sottoporsi a test e vaccinazioni per riacquistare le sue libertà fondamentali e se, allo stesso tempo, il governo federale rimanesse inattivo nel caso dei richiedenti asilo respinti".

Il presidente dei Verdi, Balthasar Glättli, ha invece una visione diametralmente opposta: "Siamo fondamentalmente contro le deportazioni forzate, per questo siamo anche critici nei confronti dei test forzati".

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