Ticino, 14 aprile 2021

Consuntivo 2020, quanto pesa la pandemia...

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio riguardante il Consuntivo 2020 che, influenzato dalla pandemia di COVID-19, chiude con un disavanzo d’esercizio di 165.1 milioni di franchi a fronte di un avanzo previsto nel preventivo di 4.1 milioni di franchi; l’autofinanziamento si attesta a 48.8 milioni di franchi. Il debito pubblico aumenta rispetto all’anno precedente superando la soglia di 2.1 miliardi di franchi. Gli investimenti netti ammontano a 251.8 milioni di franchi. Il capitale proprio ritorna in cifre negative e si assesta a -39.6 milioni di franchi. Sul fronte delle spese, il consuntivo 2020 registra un aumento rispetto al preventivo di 13.1 milioni di franchi; rispetto al consuntivo 2019 la crescita è di 183 milioni di franchi. L’aumento delle spese rispetto al preventivo è determinato dagli oneri che il Cantone ha dovuto assumere per far fronte alla pandemia COVID-19, in particolare nell’ambito ospedaliero, per assicurare le necessarie misure sanitarie e di protezione della popolazione e dell’amministrazione, e per il sostegno ai settori economici particolarmente colpiti dalla pandemia.

Globalmente le spese supplementari nette generate da questa situazione eccezionale sono quantificate in 89.1 milioni di franchi. Le minori spese riguardano in particolare le spese per beni e servizi (-20.8 milioni di franchi) e i contributi ad enti pubblici e terzi, che, senza considerare i maggiori costi per le ospedalizzazioni e per il sostegno ai settori economici particolarmente colpiti dalla pandemia, sarebbero stati inferiori rispetto al preventivo di 54 milioni di franchi. Il consuntivo 2020 registra poi minori ricavi rispetto al preventivo di 156.1 milioni di franchi. L’incidenza su questo fronte della pandemia è stata particolarmente importante e riguarda sia le imposte, sia le tasse varie e le multe; l’impatto complessivo sui ricavi conseguente alla crisi in atto è stato valutato dall’Amministrazione in 132.6 milioni di franchi; il gettito di competenza 2020 delle imposte sulle persone fisiche e sulle persone giuridiche si riduce
di 155.7 milioni di franchi, di cui 75.8 milioni sono ascrivibili alla contrazione dei gettiti fiscali delle persone fisiche e giuridiche dovuta alla riduzione del PIL del 2020, valutato attualmente al -3.7% (il preventivo 2020 considerava una progressione del PIL del 2%). La rottura rappresentata dal consuntivo 2020 rispetto ai risultati soddisfacenti degli ultimi 3 anni, pur essendo determinata da una situazione eccezionale, avrà con tutta probabilità un impatto anche nei prossimi anni come mostrano i dati aggiornati di piano finanziario presentati unitamente al preventivo 2021 lo scorso autunno.

Sebbene la situazione sia ancora molto incerta, in particolare per quanto riguarda l’andamento economico e conseguentemente le entrate fiscali, difficilmente si potrà assistere a un recupero nel corto-medio termine delle perdite subite nel 2020 e previste nel 2021. In questo senso, una prima verifica potrà essere effettuata nell’ambito del preventivo 2022 e dell’aggiornamento del piano finanziario, che dovranno essere elaborati su basi aggiornate. La solidità finanziaria costruita con fatica in questi ultimi anni permette in parte di far fronte alla situazione negativa che emerge dal consuntivo 2020 e dal preventivo 2021.

Se temporaneamente un peggioramento del capitale proprio e un aumento del debito pubblico sono inevitabili, non sarà tuttavia possibile sostenere nel medio termine e in modo duraturo risultati negativi come quello del 2020. Dovrà quindi essere scongiurata nel medio termine una divaricazione tra entrate e uscite, condizione imprescindibile per mantenere la progettualità dell’azione politica. Questo potrebbe richiedere un intervento attivo per riportare le finanze su un binario di equilibrio, prestando anche attenzione alla sopportabilità degli eventuali interventi da parte della collettività e delle istituzioni. Le incognite sono molte, ragione per la quale sarà importante mantenere monitorata la situazione nell’ambito di un dialogo costante tra Consiglio di Stato e Parlamento.

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