Opinioni, 09 aprile 2021

Politica modalità online

È innegabile che oggi la maggior parte di noi abbia una seconda vita virtuale, in cui si è reperibili e disponibili online. Una vita “parallela” che viene più o meno lentamente creata e consolidata nell’ampio spazio messo a disposizione dal web. Inutile nascondere che, nell’arco dell’ultimo decennio, l’interazione umana è stata radicalmente stravolta dalla possibilità di collegarsi in qualsiasi momento alla rete. La comunicazione è cambiata: non sono rari i casi in cui, ad esempio, gli scambi tra genitori e figli passino per Whatsapp. Coppie di fidanzati a distanza che restano emotivamente vicini con le videochiamate. Contatti con amici, parenti e colleghi che si mantengono stretti ed aggiornati grazie al semplice potere della rete. Ironicamente, non solo le nostre vite sociali, ma anche i nostri averi si sono sdoppiati tra i classici franchi in carta o moneta che si portano in tasca e l’app di Twint che si possiede nello smartphone.  

In generale, le nuove tecnologie ci hanno permesso di condividere con i nostri contatti tutto quello che vogliamo senza necessariamente aver bisogno di un intermediario. È come se fossimo in una grande piazza dove, una volta che si crea un proprio profilo, si è automaticamente rintracciabili tramite una semplice ricerca con Google. 
 
Come in ogni cosa tutto ciò ha vantaggi e anche qualche problematica, ma la strada verso i nuovi traguardi digitali è tracciata e non possiamo opporci, bensì accogliere questa evoluzione, cercando di renderla un’alleata alla nostra quotidianità. E questo sia dal punto di vista personale che sociale. Proprio quest’ultimo è un aspetto davvero troppo sottovalutato, anche in un paese all’avanguardia come la Svizzera. Nelle scorse settimane il presidente
del Politecnico federale di Losanna (EPFL) Martin Vetterli ha proprio spiegato come la pandemia abbia messo in rilievo tutte le debolezze della società elvetica sulla digitalizzazione e sui vantaggi che avrebbe potuto avere in questo momento di restrizioni e distanze sociali. 

La pandemia ha giocoforza obbligato molte attività commerciali a digitalizzarsi per continuare a proporre i propri servizi online, salvaguardando in questo modo tanti posti di lavoro. Anche i cittadini dovrebbero usufruire maggiormente di questo tipo di interazione ed essere connessi con i servizi e le informazioni che riguardano il territorio e la città. Il politico ha il dovere di rappresentare la voce e gli interessi del cittadino e, ad oggi, il cittadino ha il potere di mettersi in contatto diretto con il politico.

Un ritorno di fiamma alle ideologie della Polis greca: modello di struttura che prevedeva l'attiva partecipazione dei cittadini liberi alla vita politica della città. Ognuno ha la possibilità di trovare la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del bene comune. 
Collegare Piazza Nosetto con ogni casa sul suolo del territorio della grande Bellinzona, non solo è possibile, ma è già stato fatto. Si tratta ora di sensibilizzare maggiormente le persone a utilizzare questi canali per interagire, da un lato all’altro e in entrambi i sensi.  

Lasciamo che queste novità tecnologiche, entrate a far parte della nostra vita fisica, si rendano utili non lo solo per la sfera privata di ogni uno di noi, ma anche per la sfera pubblica. Creiamo la città intesa come comunità politica. 

Jasmine Ben Ali 
Candidata al Municipio e al Consiglio comunale di Bellinzona per la Lega dei Ticinesi 

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