Ticino, 03 febbraio 2021

Neo-mamma licenziata dalla Croce Rossa, "mi sento discriminata"

Sono quasi 7mila i posti di lavoro in meno in Ticino dall’inizio della pandemia. E a farne le spese, spesso, sono le donne. Lo conferma a Tio l’avvocato Nora Croci-Torti, da anni attiva al consultorio Donna e Lavoro di Massagno. “Le aziende – commenta – preferiscono tagliare su impieghi femminili, magari a tempo parziale”. Tra i settori più colpiti figurano badanti, impiegate di commercio e collaboratrici della ristorazione, ma non solo.

No, perché anche la Croce Rossa del Sottoceneri non fa eccezione. Come riportato dal portale, l’associazione umanitaria è stata coinvolta in una
vertenza legale a fine agosto per aver licenziato una donna rientrata dal congedo maternità. “Il rapporto si è concluso a causa del ridimensionamento del mandato cantonale della migrazione. Non è stato possibile reintegrare la donna in un’altra posizione. Siamo disponibili a valutare il rientro qualora si presentasse l’occasione”, spiegano dalla direzione.

“Mi sento discriminata – ribatte la donna a Tio -. Nello stesso periodo sono state aperte posizioni compatibili con il mio profilo”. Il caso potrebbe presto approdare davanti al Comitato centrale della Croce Rossa a Ginevra.

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