Svizzera, 31 dicembre 2020

Presunto stupratore di prostitute vince al Tribunale federale

Il Tribunale federale ha parzialmente accolto il ricorso presentato dall’avvocato Imed Abdelli per conto di un uomo che era stato condannato a 7 anni di carcere e 20 anni di espulsione dalla Svizzera con le accuse di stupro con crudeltà, coazione sessuale con crudeltà, coazione, sequestro di persona, rapina, violazione del divieto di entrata e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. La causa è stata rinviata alle autorità giudiziarie ginevrine, che dovranno rifare il processo in appello reinterrogando una delle due vittime, una prostituta.

La vicenda, ripercorsa nella sentenza del Tribunale federale, ha inizio nella notte tra il 7 e l’8 novembre 2017. Allora l’uomo, sul quale pende un divieto d’entrata a seguito di una precedente condanna, entra illegalmente in Svizzera e si reca in un locale erotico di Ginevra. Sceglie una ragazza e sale con lei nella sua stanza al sesto piano. Quando lei rifiuta di praticare sesso orale senza preservativo, lui chiude la porta a chiave, prende una bottiglia di birra, la rompe e con i cocci minaccia di sfigurarla. Impaurita, lei accetta di soddisfare la richiesta del cliente.

In seguito, quando la donna è ancora nuda, lui la prende con la forza e la porta sul balcone, minacciando di gettarla dal sesto piano. Poi la obbliga a tornare a letto e a fargli un massaggio. Dopo questi fatti, la donna sporge denuncia al Ministero pubblico.

Due settimane dopo, il 24 novembre, l’uomo entra di nuovo illegalmente in Svizzera per andare in un altro locale erotico ginevrino. In questo caso minaccia una prostituta con un coltello per obbligarla a praticare sesso orale senza preservativo. Poi prende un vibratore e la penetra analmente senza il suo consenso. In seguito la obbliga a restare ancora un’ora e mezzo nella stanza, a fargli un massaggio e a guardare delle fotografie con lui. Infine prima di andarsene tira di nuovo fuori il coltello, la minaccia e le ruba tutti i soldi che ha. Sconvolta, la prostituta sporge denuncia il giorno stesso.

Il 20 giugno 2019 la giustizia ginevrina lo condanna a 7 anni di detenzione e 20 anni di espulsione dalla Svizzera. Ma lui va in appello e il 16 gennaio 2020 riesce a farsi leggermente ridurre la condanna, nel senso che gli viene tolta l’accusa di rapina. Tutto il resto viene però confermato.

L’uomo quindi ricorre al Tribunale federale, chiedendo il proscioglimento dalle accuse e un risarcimento di 117'150 franchi.

I giudici di Losanna, come si legge nella sentenza di recente pubblicazione, respingono buona parte delle argomentazioni addotte dall’avvocato Abdelli. Ma riconoscono che in occasione del processo in appello si sarebbe dovuto reinterrogare la seconda delle due vittime (la prima è nel frattempo deceduta), nonostante lei si fosse rifiutata di ritrovarsi di fronte all’imputato.

La sentenza della Corte d’appello è quindi stata annullata. La giustizia ginevrina dovrà ora procedere a una nuova audizione della denunciante prima di prendere una nuova decisione.

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