Ticino, 24 dicembre 2020

Aveva gettato la moglie fuori dalla finestra, condannato a 16 anni di carcere

È stato condannato a sedici anni di carcere il 39enne eritreo a processo con l'accusa di aver ucciso la moglie facendola cadere dal quinto piano di un palazzo in via San Gottardo a Bellinzona il 3 luglio 2017. Una volta scontata la pena, l’uomo verrà espulso dalla Svizzera per 15 anni.

Per il giudice Marco Villa che ha presieduto la Corte delle Assise criminali, il 39enne agì per motivi passionali dovuti a sospetti di infedeltà della moglie per una presunta gravidanza e un'infezione da epatite B della donna. Per la Corte l'uomo avrebbe quindi compiuto “un becero e stupido gesto” in preda a una “futile e assurda gelosia” dovuta al silenzio della donna sul nome del suo presunto amante, gelosia “ancora più ingiustificata viste tutte le rassicurazioni e spiegazioni” ricevute sia dalla vittima che dalla sua dottoressa.

"La colpa dell'imputato – ha affermato Villa - è grave dal punto di vista oggettivo e soggettivo", ha affermato Villa. La sua gelosia, ha proseguito il giudice, «lo ha portato a compiere un gesto inaccettabile, uccidendo la madre dei suoi figli». Al 39enne non sono state riconosciute attenuanti, a parte la macanza di premeditazione, tuttavia la pena di 18 anni chiesta dall’accusa, è stata ridotta a 16 per la situazione specifica dell'imputato, ovvero la lontananza dalla propria patria, i tre anni e mezzo di cacere già scontati e il rischio della perdita dell’affetto dei due figli della coppia.

L’uomo è stato invece assolto per il precedente del 29 maggio 2017, per cui era stato accusato di tentato omicidio. Questo secondo il principio ‘in dubio pro reo’, secondo la Corte infatti le sole testimonianze agli atti non sono state sufficienti per accertare che avesse tentato di ucciderla, in quella occasione. Inoltre la vittima non aveva denunciato il fatto nei giorni a seguire.

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