Sport, 30 novembre 2020

Ora è Massagno che comanda. In Ticino il vento è cambiato?

I presidenti Regazzi (SAM) e Cedraschi (Tigers) commentano la nuova situazione

LUGANO - Nel Ticino del basket il vento sembra essere cambiato. Parliamo della supremazia cantonale nella massima lega. Dopo molti anni durante i quali il Lugano ha vinto molto mentre la SAM ha raccolto le briciole, ora è proprio la compagine massagnese a fungere da punto di riferimento (è leader della classifica) mentre il Lugano arranca nelle ultime posizioni. Al momento le cifre dicono questo poi magari la tendenza muterà. Intanto però la SAM sta vincendo e convincendo in un torneo che va preso tuttavia con le pinze a causa dei rinvii. SAM prima, Lugano dietro: una situazione inedita, insomma, della quale abbiamo parlato con i rispettivi presidenti Fabio Regazzi (SAM Massagno) Alessandro Cedraschi (Tigers Lugano).

Dopo i fasti con il Gordola femminile, che effetto le fa essere il presidente di una SAM lanciatissima? 
Andiamoci piano perché, fino ad ora non abbiamo ancora vinto nulla. Certo è un bel momento, i risultati sono addirittura migliori rispetto a quello che ci attendavamo. È chiaro che le nostre ambizioni quest’anno sono elevate, ma attenti ai facili entusiasmi. Dobbiamo assolutamente tenere i piedi ben saldi per terra.

Il segreto di questo salto di qualità?
Abbiamo confermato l’ossatura base, di sicuro disponiamo forse il miglior blocco svizzero. Il nostro gruppo è cresciuto, mentre i nuovi innesti appaiono ben centrati. Notage, Richardson ed i fratelli Mladjan hanno portato nuova energia, un’ottima alchimia grazie anche al grande lavoro di coach Gubitosa, anche sui nostri giovani. Rispetto alla scorsa stagione noto una maggiore coesione del gruppo.

Merito anche di Fabio Regazzi…
Sono estremamente contento per come vanno le cose ma non voglio passare per colui che ha dato la svolta, la SAM è composta anche di validissimi collaboratori, un comitato consolidato da parecchio tempo, lanciato da Luigi Bruschetti che per anni è stato la guida del club. Il successo è di tutti, non di una sola persona, anche perché abbiamo un movimento giovanile davvero di grande qualità. 

In Ticino ora comanda la SAM: il vento è cambiato...
Al momento è chiaramente una svolta che noi tutti, in casa SAM, sentiamo in modo particolare. È una sana rivalità, è il sale dello sport. Il fatto di essere riusciti a cambiare le coordinate è logicamente fonte di grande soddisfazione, ci porta tanto entusiasmo inutile nasconderlo. Sebbene il Lugano disponga di un budget superiore al nostro, nel derby ho visto il team bianconero piuttosto slegato. Noi ci godiamo il momento ma la stagione è lunga non dimentichiamolo, on montiamoci la testa.

Insomma, il futuro è vostro…
Cercheremo di restare ai vertici il più possibile, ma come detto, il torneo riserva ancora molti imprevisti. Credo che possiamo puntare a qualcosa di importante. 

Scudetto o coppa Svizzera, quale preferisce?
La mia mentalità mi porterebbe a dire di voler vincere tutto, ma se vogliamo specificare, allora io preferirei conquistare la Coppa Svizzera, visto il suo fascino e l’ambiente che sa creare attorno al campo. 

Come detto in precedenza il Covid 19 sta letteralmente condizionando tutti i tornei, compreso quello del basket.
Anche nel mondo dello sport c’è grande preoccupazione. Eppoi mi assale la tristezza nel vedere i derby di hockey senza pubblico. Manca la giusta adrenalina.

Cedraschi: con i Tigers avete sempre comandato, ora sta accadendo il contrario visto che dovete inseguire la SAM… 
Questo trend fa parte logicamente dei cicli sportivi, ma non è tanto questa cosa che mi preoccupa, al contrario è la continua incertezza societaria. Ora che ho sistemato la situazione amministrativa e gestionale, a livello di sponsorizzazioni viaggiamo a vista e questo ci impedisce di pianificare un futuro più a lunga gittata. 

Lugano tuttavia rappresenta una città, potenzialmente più forte della “periferia” massagnese.
Massagno ha una società faro che è quella del basket, che può essere aiutata in modo più capillare, anche per quanto riguarda il supporto logistico. In città c’è una maggior dispersione di forze, anche se abbiamo sempre ricevuto degli aiuti. Gli sport cosiddetti di “seconda fascia” non attirano gli sponsor come in altre discipline puramente professionistiche. Più che altro le sponsorizzazioni vengono da parte di persone che in passato hanno giocato a basket o che hanno i loro figli nel nostro club. 

Le dà fastidio dover inseguire i “cugini” massagnesi?
Da tempo ormai ho smesso di pensare alla rivalità con la SAM Massagno. Semplicemente perché, rispetto ad una volta, viene un po’ a scemare il… fuoco sacro della passione. Pertanto non provo alcun fastidio per il predominio della SAM, ora è la squadra di Gubitosa la più forte, bisogna prenderne atto. Ora mi interessa tenere in vita una società che ha scritto pagine importanti nel basket svizzero e non solo.

Il Lugano è la sua seconda pelle…
In un certo senso sì, in passato sono stato giocatore ed anche allenatore sulle rive del Ceresio. Il basket mi ha dato tanto ed io voglio restituirgliqualcosa. La stanchezza affiora di più anche per gli impegni politici. Il mio fisico non è più quello di un giovincello, per questo spero che un giorno qualcuno possa prendere le redini del club. 

La vostra speranza è quella di poter recuperare un po’ di terreno in classifica. 
Stiamo cercando di fare il possibile ed anche l’impossibile, purtroppo siamo sempre in una situazione finanziaria molto grave, quindi non possiamo esporci più di tanto. 

Il Covid che vi impedisce di avere dei ricavi dalle entrate del pubblico, alcuni stranieri che non vanno: situazioni non facili….
Proprio per questo dobbiamo fare attenzione a non gettare soldi al vento. Speriamo con il tempo che questa pandemia, che tanto ci sta condizionando, se ne vada e che la squadra, senza dover sopportare altre pause forzate, possa migliorare. Noi daremo il massimo per cercare di riportare i Tigers in una posizione più confacente, sperando un giorno di poter riavere sugli spalti il nostro pubblico.

G.M.

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