Mondo, 17 novembre 2020

Trattative sulla Brexit allo sprint finale, "se gli inglesi rifiutano non avremo più tempo"

Dopo otto mesi di difficile trattative, l'Unione Europea e il Regno Unito si lanciano in quella che dovrebbero essere, salvo sorprese dell'ultimo minuto, gli ultimi colloqui che dovranno definire la relazione futura tra Londra e Bruxelles.

Il Regno Unito ha ufficialmente lasciato l'UE il 31 gennaio, ma il divorzio tra le due parti avrà effetto solo il 1° gennaio 2021, al termine del periodo di transizione durante il quale Londra continua ad applicare la legge UE. Fino ad allora, il Regno Unito e l'UE avevano promesso di concludere un trattato commerciale "tariffa zero, contingenti zero", ma, a meno di 50 giorni dalla fine dell'anno, il rischio è che le due parti non riescano a trovare un accordo.

"La logica e il buon senso dovrebbero permettere di raggiungere un accordo", dice un diplomatico europeo all'agenzia stampa Reuters. "Ma se c'è una cosa che è diventata chiara negli ultimi anni, è che la logica economica e il puro buon senso non bastano a spiegare cosa sta succedendo al Brexit", aggiunge.

Una videoconferenza giovedì tra i capi di Stato e di
governo dell'UE potrebbe rivelare un esito positivo dei negoziati, anche se ufficialmente l'incontro è dedicato alla pandemia. In assenza di un accordo, il commercio sarebbe regolato esclusivamente dalle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). I colloqui sono in fase di stallo su tre questioni: le garanzie di concorrenza richieste a Londra, l'accesso europeo alle acque britanniche e come risolvere le controversie in futuro.

Per quanto riguarda la concorrenza, l'UE vuole assicurarsi che il Regno Unito non si discosti dagli standard ambientali o sociali esistenti, ma anche che non sovvenzioni le sue aziende, in un momento in cui l'UE è pronta ad aprire il suo mercato di 450 milioni di consumatori. In caso di inadempienza, Bruxelles vuole poter adottare sanzioni immediate per proteggere le proprie attività, cosa che Londra rifiuta.

"O gli inglesi accettano e noi passiamo ai difficili negoziati sulla pesca", un tema di primaria importanza per alcuni Paesi tra cui la Francia, spiega un diplomatico europeo a Reuters. "O si rifiutano e non avremo più tempo: le trattative non avranno successo".

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