Ticino, 16 novembre 2020

Forse abbiamo superato il picco ma non si sa come sarà la discesa

Le autorità cantonali tornano a informare la popolazione ticinese in merito all'evoluzione del coronavirus nel nostro Cantoni. Presenti all'incontro informativo, organizzato a Palazzo delle Orsoline, il Medico cantonale Giorgio Merlani e la Responsabile del contact tracing e psicologa della Polizia cantonale Marina Lang.

Merlani: "I dati nelle case anziani"

"Il dato svizzero, rispetto ai weekend precedenti, è in calo. Sembra che si cominci a registrare una tendenza che vede una pendenza meno ripida, probabilmente siamo già arrivati al picco. Lo stesso si vede per le ospedalizzazioni che non sono più in forte crescita: ma non cantiamo vittoria perchè c'è sempre un ritardo sulle registrazioni delle ospedalizzazioni, soprattutto da chi è davvero in difficoltà".

"In Ticino si registrano oggi i tamponi effettuati di domenica. I pochi casi sono una buona notizia ma è in linea con quanto si osserva di solito a fine settimana. Negli ultimi 14 giorni, abbiamo una positività del 25-30%, il che ci ricorda che dobbiamo continuare a effettuare i test, visto che c'è un certo rischio che le persone non vengano testate. Lancio un primo appello: se avete sintomi, anche non per forza completi, ne basta uno, parlatene col vostro medico, essi sanno che devono testare il più possibile, per cercare, cercare, cercare e isolare i positivi, oltre che mettere in quarantena i contatti".

"Nelle ultime due settimane, abbiamo toccato un nuovo record (mercoledì scorso), il numero più alto dall'inizio della pandemia. Ma è stabile. Ci preoccupa il tempo di raddoppio dei casi. È improbabile che si scenderà con la stessa velocità con cui siamo saliti, forse siamo a un colle. Dunque il secondo messaggio che voglio dare non è liberi tutti, non è che superato il picco è tutto risolto, abbiamo davanti anche 3-4-5 mesi di temperature rigide, dove siamo essenzialmente al chiuso. Se ricominciamo a dimenticare le buone abitudini, il rischio è che dalla collina si vada a un nuovo picco ed è elevato. Il numero di ospedalizzazioni d'altra parte è ritardato sui nuovi casi, dobbiamo aspettare che gli ospedali respirino e abbiano più dimissioni che ricoveri".

"Il contact tracing mette in quarantena i casi di contatto, non si riesce più a capire dove le persone si infettano. Il virus è ovunque, sia in termini generazionali che di spazio. Ci sono focolai sul posto di lavoro, in casa anziani, nelle famiglie, ma non c'è un posto unico dove si prende".

"Il numero totale dei ricoveri sembra essere piuttosto stabile dopo tempo, la crescita non è quella di inizio-metà ottobre, vedremo nei prossimi giorni. Segnalo anche che ci sono anche negli ospedali dei casi di Covid, alcuni comunicati apertamente. Il dato mi porta a dare un terzo messaggio, quello dell'attenzione che dobbiamo fare sempre e comunque ma soprattutto se andiamo a trovare qualcuno in case anziani e ospedali".

"I numeri dei decessi sono piuttosto importanti. Un 30-35% dei casi sono in casa anziani, il resto negli ospedali. I nuovi residenti testati positivi nelle ultime ore sono stati 26, in totale ne abbiamo 286. Il numero è importante, ma come in altri ambienti, anche in casa anziani si testa di più: quando c'è un caso positivo parte un'indagine ambientale e si trovano positivi asintomatici o leggermente sintomatici. Le case anziani colpite sono 26, sul totale di 67 in Ticino, con 4'700 residenti. La mortalità in casa anziani a prescindere dal Covid è comunque un'abitudine purtroppo, il dato dei decessi per altri motivi, 775, dà le misure delle cose".

"I numeri sono relativamente importanti, abbiamo discusso coi direttori e direttori sanitari abbiamo pensato di dare una stretta alle visite: esse saranno possibili, ma ogni casa valuterà se renderle possibili solo nelle camere o nelle sale preposte. Abbiamo messo una stretta anche sulle uscite, non si possono effettuare trasporti privati, che sono ad alto rischio, mentre si può uscire nei pressi della struttura".

"I test rapidi sono disponibili, attualmente utilizzati sostanzialmente nei check point, negli ospedali, nelle case per anziani per chiarire i focolai. Non sono lo strumento in mano alla popolazione bensì al medico (gli studi si stanno attrezzando), bisogna usare quelli riconosciuti e con qualità, diffidate da quelli che vengono venduti su Internet, nei negozi o nelle pompe di benzina, sono prescritti e fatti dal medico e in seguito nelle farmacie".

"La popolazione ticinese ha capito che qualcosa è cambiato, vedo un'attenzione accresciuta, un'adesione aumentata all'uso della mascherina, i dati arrivano proprio dai comportamenti. C'è attenzione alle persone che si incontrano, al modo, al numero: se sono a contatto solo coi compagni di scuola è un conto, se vedo anche altri amici con problemi di salute è diverso, se vado a fare aperitivi e poi a trovare la nonna in casa anziani è ancora un altro".

"Frenare il turismo? Ogni contatto tra umani è un'occasione di contagio. Ma non crediamo sia stato quello a fare la differenza bensì la stagione".

"Una previsione sulla discesa non la posso fare, potremo non scendere mai oppure poi risalire. Dipende dai comportamenti della popolazione, dalla stagione, dalle misure".

"Sono state emanate delle raccomandazioni per gli ospedali svizzeri che possono dare una deroga a chi è entrato in contatto con un positivo in caso di forte stress per gli ospedali. Sappiamo che il rischio maggiore è lavorare con poco personale, ancor più che lavorare con qualcuno che è entrato in contatto con una persona. Adesso è possibile una deroga solo per le persone ritenute insostituibili nei settori acuti, in Ticino. In altri Cantoni è diverso. Da noi per le case anziani non c'è questa possibilità. Una deroga può essere concessa per il servizio delle autambulanze, se non si può garantire la continuità".

"Una persona può avere più tamponi positivi nella stessa tranche di malattia. Sono registrati per nome, cognome, data di nascita eccetera per cui si identifica spesso come nuovo positivo e non come positivo per la seconda, terza o decima volta. Il tampone molecolare è talmente sensibile che si rischia di restare positivi per settimane anche se il virus non è più presente in modo contagioso, basta un po' di RNA del virus. Rifare un tampone è sconsigliato, va tenuto conto che bisogna tornare al lavoro dopo i dieci giorni e con 48 ore senza sintomi. Se si è in quarantena, un tampone negativo non fa finire la quarantena". 

"I decessi sono ritardati di solito di una settimana rispetto alle ospedalizzazioni, è possibile che restino in questo ordine di grandezza per una settimana almeno prima di scendere, anche se non è detto che scollineremo come a marzo e che tutto sarà risolto in un paio di settimane".

Lang: "Ecco cosa fare in caso di sintomi, di tampone o di contatto stretto con un positivo"

"Nel corso degli ultimi mesi abbiamo imparato a conoscere il contact tracing, vedendone i limiti e anche il suo effetto nei contagi. Oggi vi aggiorno sulla situazione attuale. Abbiamo avuto un importante rinforzo di tutto il dispositivo, volto a rispondere alla crescita delle cifre e a poter durare nel tempo, come volontà dell'UFSP. Il team conta 50 collaboratori, con un responsabile, tre capi servizio, due medici di supporto al 50% e 44 operatori per rispondere alle chiamate. Le 44 assunzioni sono avvenute tramite gli URC. Siamo operativi sette giorni su sette. Il Centro sistemi informatici con la Polizia cantonale ha sviluppato una nuova piattaforma informatica, attiva dalla prossima settimana, che ci farà avere più informazioni in tempo reale".

"Abbiamo dovuto occupare nuovi spazi. Una parte del servizio si svolge ora presso il primo piano della protezione civile di Rivera, prima eravamo nel bunger. È stato necessario per l'aumento delle persone. Oggi possiamo agire su circa 350 contatti. Di solito i 2/3 delle persone vengono trovate in 12 ore, il restante terzo nelle 24 ore. Allungheremo anche l'orario della ricezione telefonica e delle risposte alle email, visto che le richieste sono di numero importanti".

"Abbiamo sentito 1'8000 persone. L'età media dei positivi è di 47 anni, i codici di SwissCovid sono 1'450. Il contact tracing e l'app sono complementari. Non sappiamo, dopo che l'app è stata scaricata, a chi suonerà l'allerta. I 1'450 codici significano che su tutte le persone positive sono 1'450 quelle che hanno scaricato l'app. Non c'è incrocio tra il nostro tracciamento e quello che va in automatico. Chi riceve un'allerta ha il diritto di ricevere un test dopo 5 giorni, dovrebbe mettersi in autoquarantena. Ci sono persone che sono positive e non ricevono il codice? Non ci siamo affidati solo all'app, lavoriamo con l'analisi ambientale del positivo. Sui ritardi nel fornire il codice ci sono stati correttivi importanti, da parte nostra è che il codice è fornito in tempo reale: quando si è al telefono si chiede se l'app è stata scaricata o no e se sì il codice viene dato per telefono. Anche i medici possono fornire il codice per accelerare il servizio. Ha senso affidarsi all'app? Assieme al nostro lavoro sono sistemi che aiutano a ridurre e a tracciare i contagi, dando la possibilità di accedere al tampone. Entrambe le strade sono da percorrere".

Stiamo assistendo costantemente a un numero di quarantene per positivi che diminuisce, parliamo di 1,48 persone per positivo, il che mostra un rispetto dei limiti e delle disposizioni, il che ci permette un tracciamento più rapido".

"Non sappiamo più dire dove viene contagiata la persona, la maggior parte delle situazioni che da quarantena diventano caso positivo è in famiglia. Il che significa che il nostro lavoro ha senso".

"Gli esiti dei tamponi arrivano per sms se sono negativi, se invece sono positivi per telefono dal medico o dal check point. Se si è positivi, in 12 ore arriverà la nostra chiamata per ufficializzare l'isolamento. A quel punto ci si può preparare con la lista delle persone che sono state a stretto contatto, c'è un formulario sul sito del Cantone, aiuta e facilita la nostra attività. Il contatto stretto è uno ravvicinato per più di 15 minuto, a meno di un metro e mezzo di distanza e senza mascherina: così possiamo allestire la lista. Chi vive sotto lo stesso testo di un positivo andrà automaticamente in quarantena".

"Se sono stato contattato o sono stato in stretto contatto con una persona positiva al tampone cosa succede? Se è un familiare vado in autoquarantena. Se si tratta di un amico o di un compagno valuto se c'erano le condizioni per essere un contatto stretto. Se ritengo di essere ad alto rischio mi metto in autoquarantena in attesa della nostra chiamata, in 24-48 ore, che vi fornirà le informazioni e un eventuale formulario di quarantena. I dieci giorni partono dall'ultimo contatto con la persona positiva. Si sorveglia lo stato di salute, se compaiono sintomi si chiama il medico o la guardia medica, come per chiunque che pensa di essere positivo. Senza sintomi, all'undicesimo giorno posso uscire".

"Per il datore di lavoro fa testa l'email che inviamo per le persone in quarantena, per quelle positive invece è il certificato di malattia".

"Ringrazio i cittadini che danno prova di grande solidarietà".

"Le persone in isolamento sono quelle con tampone positivo, le quarantene sono quelle dei contatti. In Ticino ci sono 1'800 persone con esito positivo (anche se possono essercene altri non testati). 

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