Sport, 05 novembre 2020

Nadal shock: “A 19 anni mi dissero che…”

Lo spagnolo si è raccontato, parlando anche del rapporto con Federer: “Siamo amici, ma siamo diversi: lui è svizzero, io latino”.

PARIGI (Francia) – Rafael Nadal è tornato a Parigi. Non sul rosso del Roland Garros, dove ha ottenuto il suo 20° Slam raggiungendo Federer, ma a Parigi-Bercy per affrontare il Masters1000 francese e per provare a prepararsi al meglio in vista delle Finals di Londra. Il maiorchino è stato intervistato dai colleghi del “Corriere della Sera”, raccontando anche aneddoti importanti e raccontandosi.

“Roger Federer è uno dei più grandi della storia ed un mio amico. Era il mio più grande rivale e questo ci ha aiutato per migliorare. In alcune cose siamo simili, visto che siamo calmi e ci piace stare in famiglia, ma siamo anche diversi: lui è svizzero, io latino e abbiamo quindi carattere, culture e stili di vita divergenti”, ha spiegato.

Nadal ha voluto anche spiegare tutti i suoi “tick” o scaramanzie che attua prima del match e durante, specie al servizio: “Sono modi per me per mettere in ordine la mia testa, visto che sono molto disordinato di natura. Quelle cose mi permettono di mettere a fuoco quello che sto facendo e di mettere a tacere le mie voci interiori, sia quelle negative – che mi dicono che perderò – sia quelle positive, che sono ancora più pericolose, che mi dicono che vincerò sicuramente”.

Il mancino di Manacor ha anche toccato il tema del rapporto con gli altri tennisti – “con Berdych ho un ottimo rapporto e con Kyrgios siamo più in sintonia di quanto si dice e comunque sono stanco di queste ostilità” – per poi parlare dei suoi infortuni. “Quando ho vinto il primo Roland Garros, a 19 anni, mi hanno detto che non avrei più potuto giocare per una malformazione al piede destro. Il dolore era enorme, non riuscivo neanche a sedermi. Sono poi riuscito a superare il problema con una soletta che ha cambiato la posizione del piede, ma questo ha avuto conseguenze sulle ginocchia”.

Un tennista capace di vincere tutto, tra Masters1000, Slam e Olimpiadi, però, si ricorda molto bene anche le sconfitte, specie se cocenti. “Dopo la finale di Wimbledon del 2007 persa con Roger, ho pianto per 1h30’ nello spogliatoio. La delusione è stata terribile. Quando sono stato sconfitto da Wawrinka in Australia nel 2014, invece, ho pianto dal dolore: non solo le vesciche alle mani, ma mi ero infortunato alla schiena nel primo set. Sono riuscito almeno a finire la partita… non puoi ritirarti in una finale di uno Slam! Non esiste”, ha spiegato.

Parlando della sua carriera, inevitabilmente il tema è caduto sul suo ritiro. “La vita di un atleta ora è molto più lunga di quanto non lo fosse in passato. Non so quando mi dirò basta, dipende tutto dalla testa! Quando arriverà il momento lo capirò”.

Infine, Nadal ha voluto parlare anche del Coronavirus. “Ho paure delle malattie: parlando di Covid, non ho paura per me stesso, ma di infettare gli altri, le persone a rischio. Sono preoccupato per i miei genitori e per la mia famiglia. È il periodo più difficile che abbia affrontato: bisogna lottare per cose più importanti di una partita di tennis”, ha concluso.

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