Sport, 04 ottobre 2020

Lugano, elmetto e spada

Un generoso rigore porta avanti i vallesani ma Daprelà evita la beffa nel finale

LUGANO - Una partita rognosa, una battaglia: così aveva anticipato Mister Jacobacci alla vigilia. E così è stato.

Il Lugano, alla fine, si è dovuto accontentare del pareggio ma esce da Cornaredo fra gli applausi e con la consapevolezza d’aver giocato una buona partita contro un avversario che l’ex campione del mondo Fabio Grosso sta provando a modellare con un calcio veloce e pratico. Ma il “sacco” non si è concretizzato (ci sarebbe mancato altro!) perché i bianconeri, che in quanto a grinta e agonismo non sono inferiori a nessuno, hanno ribattuto colpo su colpo e sul finire hanno raggiunto il pari con Daprelà. Ancora 2-2 dunque
(come a Zurigo), ancora un gran gol di Guidotti (l’1-1) e ancora tante recriminazioni per non aver raggiunto la vittoria.

Da raccontare il momentaneo 1-2 di Serey Die (ottenuto su un calcio di rigore generosamente concesso): Osigwe è riuscito a respingere le conclusioni di Hoarau e Serey Die, ma in entrambi i casi non aveva sistemato il piede sulla linea al momento del tiro (è intervenuto il VAR); così al terzo tentativo l’ex renano ha battuto il portiere bianconero.

Dicevamo prima: peccato, perché il Lugano ha perso l’occasione di issarsi al comando della classifica. Resta comunque la soddisfazione per l’imbattibilità mantenuta.

BILL CASTELLI

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