Ticino, 03 ottobre 2020

"Si faccia nome e cognome di chi chiede la cittadinanza svizzera"

Le generalità di chi fa richiesta del passaporto svizzero devono essere rese pubbliche. È quanto chiede la Lega di Lugano in una mozione inoltrata venerdì secondo cui la procedura attuale non è abbastanza trasparente. "I mozionanti trovano molto scorretto – si legge nel testo della mozione - il fatto di occultare nome e cognome di chi fa richiesta per il rilascio del passaporto elvetico, soprattutto nei confronti di quei consiglieri comunali che non siedono nella Commissione delle petizioni, ma che sono comunque chiamati ad esprimersi e a votare in CC la concessione dell’attinenza comunale senza conoscere le generalità del richiedente o i suoi trascorsi, presenti e passati".

Per questo motivo nome e cognome di coloro che fanno domanda per la cittadinanza svizzera dovrebbero essere rese pubbliche. Se i mozionanti riconoscono che la procedura attuale è intesa a proteggere la privacy dei richiedenti, "prassi questa che però sia alla Lega dei Ticinesi come pure a molti cittadini luganesi non piace affatto". Per la Lega di Lugano infatti, fare domanda di cittadinanza elvetica non è un fatto da nascondere ma anzi ne dovrebbe essere orgoglioso. "Se un cittadino straniero residente a Lugano, che ama il nostro Paese e che vuole diventarne parte integrante, non deve temere la pubblicazione delle proprie generalità e magari anche della sua data di nascita, ma farne piuttosto una questione di orgoglio personale" scrivono i leghisti nella mozione.

Di seguito il testo integrale della mozione della Lega di Lugano:

MOZIONE

Più trasparenza sulle procedure di naturalizzazione.

Le generalità (nome e cognome) di chi chiede il passaporto svizzero devono essere pubbliche e non secretate col numero del Messaggio Municipale.

Nel corso di ogni seduta del nostro Consiglio Comunale, i consiglieri sono chiamati a votare le richieste per la concessione dell’attinenza comunale presentate di volta in volta da numerosi stranieri residenti nella nostra Città.

Il gruppo della Lega dei Ticinesi, da sempre, non approva e sempre più spesso cerca di opporsi alla linea lassista che purtroppo la maggioranza dei colleghi del nostro “parlamentino” seguono nella concessione dell’attinenza comunale, anche quando il candidato non soddisfa i requisiti posti dalla Legislazione Cantonale e Federale regolante la materia, come ad esempio l’integrazione economica, segnatamente la sua partecipazione alla vita economica o l’acquisizione di una formazione. Tale modus operandi, che ricorda molto il celebre Film svizzero del 1978 di Rolf Lyssy dal titolo i Fabbricasvizzeri (Die schweizermacher”), altro non è che un pugno nello stomaco di ogni cittadino elvetico che ha ancora a cuore la propria Nazione e che considera ancora importante il passaporto rossocrociato.

Nelle ultime legislature presso la Commissione delle Petizioni è stato pure introdotto un principio di lavoro che gli interroganti considerano contorto oltre che sgradevole: i rapporti allestiti dai commissari di questa Commissione vengono presentati nelle sedute del Legislativo comunale occultando il nome del petente e vietando qualunque riferimento personale che possa condurre al cittadino straniero che ha presentato la domanda di naturalizzazione, rendendolo così riconoscibile. Una pratica, questa, giustificata dai più da un’asserita necessità di tutelare la privacy del petente, prassi questa che però sia alla Lega dei Ticinesi come pure a molti cittadini luganesi non piace affatto. Se un cittadino straniero residente a Lugano, che ama il nostro Paese e che vuole diventarne parte integrante, non deve temere la pubblicazione delle proprie generalità e magari anche della sua data di nascita, ma farne piuttosto una questione di orgoglio personale.

Mancanza di trasparenza

I mozionanti trovano molto scorretto il fatto di occultare nome e cognome di chi fa richiesta per il rilascio del passaporto elvetico, soprattutto nei confronti di quei consiglieri comunali che non siedono nella Commissione delle petizioni, ma che sono comunque chiamati ad esprimersi e a votare in CC la concessione dell’attinenza comunale senza conoscere le generalità del richiedente o i suoi trascorsi, presenti e passati.

Con quale criterio è quindi possibile valutare l’idoneità e/o la conformità alle Leggi di tali domande?

Pur consapevoli che ogni singolo consigliere comunale ha la facoltà di visionare presso la Cancelleria Comunale del Municipio la documentazione completa afferente ad ogni singola domanda di naturalizzazione, ci si chiede, a fronte dell’alto numero di richieste che vengono presentate e votate quasi mensilmente nelle sedute del Legislativo comunale (in media una cinquantina di richieste a seduta) come suddette verifiche possano concretamente essere attuabili/ possibili. E’ infatti inimmaginabile, per non dire impossibile, che tutti quei consiglieri comunali che non siedono nella Commissione delle Petizioni (più precisamente 47) si rechino ogni mese in Cancelleria ad analizzare i dossiers…

Alla luce di ciò, la presente mozione chiede di poter beneficiare del principio democratico di valutazione e discussione in seno alle sedute di consiglio comunale in merito al processo di naturalizzazione, e ciò venendo meno al principio arbitrario che attualmente pone un’inaccessibile barriera sulla confidenzialità dei dati dei petenti. Un principio che di fatto pregiudica l’approfondimento su determinati casi problematici. Considerando infatti la mole di naturalizzazioni che la città approva durante le sedute di Consiglio Comunale, è infatti impensabile che tutti gli onorevoli colleghi possano approfondire singolarmente casi critici.

La regola attualmente imposta dall’UP è di fatto una scelta arbitraria di interpretazione a quanto prescritto dalla Sezione degli enti Locali, la quale suggerisce inutili lesioni della privacy dei petenti, ma che non preclude la discussione approfondita di fatti e risultati dei singoli rapporti durante il plenum.

A riprova di ciò, sappiamo che altri Comuni, come ad esempio Bellinzona, si segua una prassi diversa da quella in auge nel Legislativo Luganese, dato che i rapporti relativi ai Messaggi Municipali sulle naturalizzazioni vengono presentati al plenum, rendendo pubbliche le generalità di ogni richiedente.

Visto quanto esposto sopra, avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC, invitiamo il Lodevole Consiglio Comunale a voler risolvere:

La mozione è accolta

Si incarica il Municipio d’interfacciarsi con l’UP affinché la prassi attualmente in essere nel legislativo venga sensibilmente modificata così come indicato nella presente mozione.

Gruppo Lega dei Ticinesi


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