Mondo, 29 settembre 2020

Trattative sulla Brexit, settimana forse decisiva sullo sfondo di tensioni

Sono ricominciate martedì le trattative tra UE e il Regno Unito per quella che potrebbe una settimana decisiva per i negoziati che i decideranno futuri rapporti tra Londra e Bruxelles, lo stesso giorno in cui la Camera dei Comuni britannica vota sul controverso disegno di legge britannico che rovescia parzialmente l'accordo provvisorio sulla Brexit già firmato tra le due parte.

Le discussioni, guidate da Michel Barnier da parte europea e David Frost da parte britannica, sono iniziate a metà mattina a Bruxelles. Si concluderanno venerdì, nel bel mezzo di un vertice UE nella capitale belga.

I negoziatori mirano a individuare finalmente il percorso verso un accordo, dopo otto cicli di colloqui da marzo marcati da progressi finora minimi.

Il tempo però stringe. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha fissato il 15 ottobre, giorno di un vertice UE a Bruxelles, come data finale per un accordo mentre l'UE si è data tempo fino alla fine di ottobre.

Se non si raggiungerà un accordo, il Brexit, che è ufficiale dal 31 gennaio scorso ma che sarà pienamente effettivo solo il 1° gennaio 2021, potrebbe scuotere ulteriormente le economie già indebolite dalla pandemia di Covid-19.


"Il Regno Unito dovrà prima dimostrare di essere pronto ad impegnarsi" sulle questioni fondamentali ancora in sospeso, in particolare gli aiuti di Stato e la pesca dice un diplomatico UE all'agenzia AFP.

Le trattative si tengono tuttavia in un contesto piuttosto teso a causa del disegno di legge britannico su cui la Camera dei Comuni si dovrà esprimere in giornata, legge che annulla in parte l'accordo che regola la separazione tra Regno Unito e UE e che ha provocato non poca irritazione a Bruxelles.
La controversa legge dovrebbe essere approvato senza difficoltà, prima di essere sottoposto all'esame della Camera dei Lord.
Più nel dettaglio, il testo annulla alcune disposizioni per la provincia britannica dell'Irlanda del Nord, previste per evitare il ritorno di un confine con la Repubblica d'Irlanda, provvedimento ritenuto essenziale per il mantenimento della pace sull'isola ma che Londra ritiene essere un'ingerenza inaccettabile per la sovranità e l'unità del
paese.


Furiosa per questa inversione di tendenza, che lo stesso governo britannico ammette essere in violazione del diritto internazionale, l'UE aveva dato al Regno Unito fino alla fine del mese - cioè mercoledì - per ritirare il suo piano, in mancanza del quale avrebbe dovuto affrontare un'azione legale.

Londra ha già respinto questo ultimatum e ha "chiaramente" ribadito lunedì, nel corso di un incontro a Bruxelles tra il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic e il ministro di Stato britannico Michael Gove, "che le misure non sarebbero state ritirate", secondo una dichiarazione del governo.

"Noi sosteniamo che il disegno di legge, se approvato nella sua forma attuale, sarebbe una gravissima violazione del diritto internazionale", ha risposto lunedì Sefcovic.
Tuttavia, lo slovacco ha escluso la possibilità che la questione possa silurare i negoziati commerciali: "Non sarà mai l'UE a porre fine ai negoziati sul futuro partenariato".

Le trattative commerciali stanno ancora inciampando su diverse questioni delicate, come la "governance" del futuro accordo, o l'eterna questione delle garanzie richieste dall'UE in materia fiscale, sociale, ambientale e soprattutto di aiuti di Stato, per evitare di vedere emergere dall'altra parte della Manica un'economia deregolamentata, che si troverebbe in concorrenza con il blocco.

Un accordo deve essere raggiunto anche sulla pesca, un argomento particolarmente esplosivo per alcuni Stati membri come la Francia, ma anche la Spagna, la Danimarca, il Belgio e i Paesi Bassi, che sperano in uno status quo nell'accesso dei loro pescatori alle acque britanniche, particolarmente pescose.

Diversi diplomatici di altri Stati membri - che non hanno alcun interesse in materia - ritengono tuttavia che l'UE sia "troppo severa" in materia di pesca.

"La partnership sarà approvata all'unanimità. Dobbiamo quindi tenere conto dei diversi interessi degli altri Stati membri e dimostrare solidarietà. Detto questo, l'UE deve essere realistica", ha sottolineato uno di loro. Un altro diplomatico ha invece negato "qualsiasi tensione e divisione" tra i 27.

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