Mondo, 16 settembre 2020

La confessione:"Don Roberto è morto come un cane"

È un 53enne tunisino senza fissa dimora l’omicida di Don Roberto Malgesini, ucciso ieri mattina con una coltellata in piazza. L’uomo – scrive La Provincia di Como – ha confessato il delitto e ha ammesso di “sentirsi vittima di un complotto che aveva come obiettivo il suo rimpatrio in Tunisia”.
 

Il 53enne ha spiegato che “volevo uccidere qualcuno che facesse parte di questo complotto”. Non mostrando alcun segno di pentimento, l’uomo ha spiegato che “Don Roberto è morto come un cane.

È giusto così”. In carcere da ieri, il protagonista del folle gesto rimarrà in isolamento fino a domani, quando dovrebbe venir confermato il fermo.
 

Dagli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine, sembrerebbe che il nordafricano soffra da tempo di problemi psichici certificati. Un altro dato inquietante emerge: il tunisino non doveva neppure trovarsi in Italia, visto che dal 2015 aveva accumulato sei denunce per violazione della legge sull’immigrazione, l’ultimo di questi sospeso a causa dell’emergenza coronavirus.

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