Svizzera, 13 luglio 2020

La ministra uregiatta vuole gli stranieri nell’esercito

Qui qualcuno ha davvero perso la trebisonda. Ed il PPD anche in Consiglio nazionale…

Certo che gli uregiatti in materia di sicurezza nazionale (anche in altre, a dire il vero) ne combinano peggio di Bertoldo! Chissà cosa ne pensano quei PPD “conservatori”, ammesso che esistano ancora? Quelli che dovrebbero essere vicini all’esercito? Fatto sta che di recente in Consiglio nazionale, nelle votazioni finali, gli uregiatti hanno affossato la nuova legge sul servizio civile. In tandem con i $inistrati ro$$overdi. La nuova legge aveva l’obiettivo di frenare, con una serie di paletti, il travaso di militi dall’esercito al servizio civile. Un travaso che fa mancare alle forze armate gli effettivi necessari a garantire la sicurezza del Paese. Lo stramaledetto virus cinese ha mostrato che l’esercito non serve solo in caso di conflitto armato.

Non c’è libertà di scelta

In Svizzera gli uomini sono tenuti a prestare servizio militare. Non esiste una libertà di scelta tra servizio militare e servizio civile. La libertà di scelta la vogliono invece creare i $inistrati. Sarebbe un passo importante sulla via che conduce all’abolizione dell’esercito.

La bocciatura della nuova legge sul servizio civile, con l’appoggio degli uregiatti, si inserisce in questo disegno. Ed infatti i kompagni, ed il gruppo Svizzera senza esercito, esultano.

Questa ci mancava

Adesso arriva un’altra “cagata pazzesca” (cit. Fantozzi) targata PPD. A metterla a segno è proprio la consigliera federale uregiatta titolare del Dipartimento della Difesa, Viola Amherd (Viola chi?).

La Viola sviolina che l’esercito dovrebbe aprirsi agli stranieri. Questa ulteriore fetecchiata in nome del politikamente korretto ci mancava.
Già adesso nelle forze armate si verificano situazioni incresciose: vedi le foto, pubblicate a più riprese sui social, di gruppi di soldati “svizzeri” che posano in tenuta mimetica davanti a bandiere con l’aquila bicipite. Rispettivamente, soldati sedicenti svizzeri che mimano il famoso gesto dell’aquila: un gesto reso “famoso” un paio di anni fa dalla nazionale di calcio, anch’essa presunta svizzera.

Immaginiamoci cosa succederebbe con dei soldati stranieri. Ai quali evidentemente della Svizzera non importa un tubo. Altrimenti si sarebbero naturalizzati. Per i giovani, infatti, le naturalizzazioni sono ancora più facili. Va poi da sé che ai futuri militi stranieri – non potrebbe essere diversamente: altrimenti, qualcuno strillerebbe alla discriminazione – verrà pure permesso di fare carriera. Quindi ci saranno non svizzeri anche negli alti gradi dell’esercito.

Autolesionismo

Lasciare in mano posizioni chiave dello Stato a stranieri è autolesionismo puro. Per entrare in polizia bisogna – a giusto titolo - essere cittadini elvetici. Idem per entrare nelle guardie di confine. Tuttavia, a tal proposito, i camerieri dell’UE in Consiglio federale intendono aprire una breccia anche agli stranieri.

Il grimaldello sarebbe il cosiddetto progetto Dazit. In futuro potremo dunque avere cittadini stranieri a controllare la sicurezza dei confini svizzeri. Più concretamente, ci troveremo con guardie di confine italiane che dovrebbero garantire la “solidità” delle frontiere con l’Italia. A questo punto i commenti diventano superflui. Evidentemente per qualche tamberla l’unica preoccupazione è quella di schivare le accuse di razzismo e di xenofobia. Di tutto il resto, chissenefrega…

Il gioco dei ro$$i

Quindi: prima gli uregiatti votano contro la nuova legge sulla protezione civile facendo il gioco di chi vuole l’abolizione dell’esercito. Poi la loro Consigliera federale se ne esce con l’apertura dell’esercito ai non svizzeri. Ma cosa vogliono inventarsi questi PPDog, la legione straniera? Più svendita della Svizzera di così!

Per accedere al pubblico impiego bisognerebbe avere il passaporto rosso. A maggior ragione quando si tratta di compiti legati alla sicurezza pubblica. Invece, non solo non è così. Ma la Consigliera federale PPD vuole i militari ed i graduati stranieri. A quando, già che ci siamo, i Consiglieri federali stranieri?

Arma a domicilio

Inoltre , l’esercito di milizia svizzero prevede – non certo per volontà della casta spalancatrice di frontiere – che il milite possa conservare l’arma d’ordinanza al proprio domicilio. Si tratta di una dimostrazione tangibile del rapporto di fiducia tra cittadino e Stato, tipico della nostra tradizione. E la ministra uregiatta vorrebbe permettere a migranti in arrivo da “altre culture” (magari dove già vige il coltello facile) di portarsi a casa l’arma d’ordinanza? Oppure immagina di cancellare anche questa specificità svizzera, proprio perché l’esercito sarà aperto anche agli stranieri?

Dopo la “C”…

A livello nazionale, il PPD discute sull’eliminazione della “C”, ovvero il riferimento al cristianesimo, presente nel nome tedesco e francese del partito. Forse pensa di attirare voti islamisti? Il riferimento alla Svizzera, invece, già non figura. Per fortuna.

Lorenzo Quadri / MDD

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