Ticino, 28 giugno 2020

Ristorni al Belpaese: fino a quando ci faremo prendere per i fondelli? Ancora braghe calate

E ti pareva! Anche quest’anno, il governicchio cantonale ha CALATO LE BRAGHE ed ha versato i ristorni al Belpaese. Che ormai sono lievitati a 90 milioni di franchetti. Chiaro: a seguito dell’invasione da sud i frontalieri aumentano, ed i ristorni pure!

Cose dell’altro mondo: ormai è dal lontano 2015 che i vicini a sud ci prendono per i fondelli sulla questione del nuovo (sempre meno nuovo) accordo sulla fiscalità dei frontalieri. Intanto il Belpaese nei nostri confronti è inadempiente su tutto: dalla fiscalità dei frontalieri all’accesso degli operatori finanziari svizzeri al mercato italiano, dal “caso” Campione d’Italia alla road map. Ed è evidente che andrà avanti così, visto che il sistema funziona benissimo: gli svizzerotti (“che tanto sono fessi e non si accorgono di niente”) continuano a pagare, ed i vicini a sud se la ridono a bocca
larga!

Le giustificazioni per l’ennesima CALATA DI BRAGHE, poi, non si possono ascoltare. Si parla di “passi avanti compiuti nelle scorse settimane”. Ma quali passi avanti? Di sicuro non la lettera farlocca inviata a Berna e a Roma assieme alla Regione Lombardia, che peraltro ha già provocato una levata di scudi oltreramina! E nemmeno la recente visita a Ligornetto di Giggino Di Maio, su cui stendiamo un velo pietoso!

Quanto alla storiella del “se entro la tal data non avremo la firma ci riserviamo tutte le opzioni”: e noi dovremmo bercela? La sentiamo da 5 anni, ma l’unica opzione che viene sempre scelta è quella delle braghe abbassate ad altezza caviglia.

Cosa deve ancora succedere perché ci si accorga finalmente che senza un gesto di rottura la melina italica andrà avanti in eterno? Ma forse qualcuno è contento così…

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