Mondo, 22 giugno 2020

Nemmeno il coronavirus frena il Festival della carne di Yulin

Ha preso il via come da tradizione domenica 21 giugno, solstizio d’estate, il Festival della carne canina di Yulin, una manifestazione da sempre contestata durante la quale migliaia di cani e gatti vengono catturati, uccisi e macellati per poi finire nel piatto di residenti e turisti.

L’Associazione Humane Society International – che da anni si batte contro la fiera dell’orrore – riferisce che “si tratta di un evento creato nel 2010 semplicemente per aumentare le vendite e non legato ad alcuna tradizione popolare, come si vuole far credere”. “È – prosegue la nota dell’Associazione – un evento barbaro. Migliaia di cani e gatti sono stati prelevati dalle strade e o rubati da cortili. Vengono rinchiusi in gabbi e stipati su tir, senza cibo e acqua. Molti di loro muoiono ancora prima di raggiungere la triste destinazione: il macello. È ora
di mettere fine a questo business crudele”.

L’evento prende il via nonostante la Cina abbia, da poche settimane, deciso di rimuovere i cani dalla lista del ‘bestiame’. Ma non tutte le città hanno già vietato il commercio, visto e considerato che – nei mesi di pandemia – la carne di cane è stata parecchio richiesta a causa della scarsità di carne di maiale. L’attivista Jennifer Chen non usa giri di parole per descrivere quanto ha visto coi propri occhi al mercato di Yulin.

“Non potevo credere ai miei occhi – scrive –. Non posso credere che qualcuno sia disposto a mangiare questi cuccioli. È il mio primo viaggio a Yulin e quello che ho visto mi ha davvero scioccata. Mi tremavano le mani quando ho tirato fuori il primo cucciolo dalla gabbia. Il Governo cinese dovrebbe mettere fine a questa vergogna”.

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