Mondo, 26 maggio 2020

Secondo uno studio tedesco il 92% degli attivisti di sinistra vive ancora con i genitori

In quasi tutti i paesi occidentali la popolazione li conosce bene: vestiti di nero, incappuciati e mascherati manifestano spesso e volentieri in modo violento e volgare senza disdegnare di causare danni contro la cattiva società capitalista, patriarcale, borghese, imperialista e chi più ne ha più ne metta in cui sembra che siano costretti a vivere. Si fanno chiamare antifa, black block, giovani rivoluzionari e altri nomi altisonanti mentre per la maggior parte della popolazione hanno altri nomi di solito meno minacciosi. Gli attivisti di sinistra sono probabilmente il gruppo politico più visibile e conosciuto al di fuori dai media, dal momento che uno dei loro passatempi preferiti è quello di manifestare nelle strade delle città più grandi per mostrare il loro disappunto, di solito in modo illegale se non violento e causando diversi danni nel passaggio, per questo o quest'altro aspetto.

Ma oltre al loro modo di presentarsi e alle loro posizioni, è abbastanza noto il fatto che questi personaggi trovano il tempo per le loro attività pseudopolitiche perchè non sono persone molto impegnate dal punto di vista lavorativo e spesso e volentieri non devono neanche preoccuparsi dell'affitto, affitto a cui pensano mamma e papà con cui continuano a vivere e da cui sono finanziarmente dipendenti.

E per quanto questi fatti siano abbastanza noti fra la popolazione senza la necessità di grandi studi scientifici, i dati resi noti dalle autorità tedesche conferma come gli attivisti di sinistra, oltre che avere una certa propensione alla violenza, nella stragrande maggioranza dei casi vive con i genitori e molti di loro non ha un impiego.

I dati, resi disponibili dall'Ufficio federale tedesco per la protezione della Costituzione (BfV) e pubblicati dal tabloid Bild, sono provengono da 873 sospetti arrestati durante manifestazioni politiche a Berlino tra il 2003 e il 2013.

Degli 873 sospetti che sono stati identificati, l'84% erano uomini e il 16% erano donne. Il 72% aveva tra i 18 e 29 anni.


Mentre il 92% dei sospettati ha dichiarato di vivere ancora con i genitori, uno su tre ha dichiarato di essere disoccupato.

I dati mostrano inoltre che la stragrande maggioranza (80%) delle violenze contro persone commesse da attivisti di sinistra era indirizzata contro agenti di polizia. Gli estremisti di destra sono stati oggetto di violenza nel quindici per cento dei casi.

Da notare infine, che anche in Germania, come peraltro in molti altri paesi occidentali, la violenza politica di sinistra è in continuo aumento. Tra il 2009 e il 2013, attivistidi sinistra hanno commesso un totale di 1'523 crimini violenti, più del doppio del numero registrato nello stesso lasso di tempo tra il 2003 e il 2008.

Spesso agli onori della cronaca, la violenza degli attivisti di sinistra ha nuovamente fatto discutere il paese di Angela Merkel quando all'inizio di questo mese, simpatizzanti di sinistra che manifestavano nel quartiere di Kreuzberg a Berlino per il Primo Maggio hanno aggredito una troupe televisiva dell'Heute-Show, una trasmissione molto popolare in Germania. Alcuni membri della troupe televisiva hanno riportato ferite così gravi da richiedere il ricovero in ospedale.

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