Opinioni, 11 aprile 2020

Giovani Comunisti e l'incoerenza ideologica

In data 8 aprile 2020, proprio mentre si stava iniziando ad intravvedere il picco dell’emergenza sanitaria, la Gioventù Comunista Svizzera ha deciso di cogliere l’attimo per far campagna contro l’esercito svizzero ed il suo programma di armamento.

Più precisamente, la pagina confonde il burro con la ferrovia, insinuando che gli aerei militari precludano in qualche modo i posti letto negli ospedali. Insomma, pura demagogia, in quanto si tratta di due argomenti sottostanti ad altrettanti dipartimenti.

Capiamo pienamente lo stato di necessità del nostro paese ed il pericolo in cui si potrebbe incorrere qualora non venisse appiattita la curva dei contagi, ma questo non ha alcun collegamento tangibile con il programma di difesa deciso dal Consiglio Federale.

Certo, la politica è spesse volte soggetta a sperperi di qualsivoglia natura, ma per far fronte a ciò non sarebbe forse più opportuno tagliare le spese che non portano alcun miglioramento alla qualità di vita della popolazione?

La polizia aerea è necessaria per garantire la nostra sicurezza, motivo per cui occorre restare al passo con le tecnologie e sostituire dei velivoli ormai vetusti e non più del tutto affidabili.
Tralasciando l’ideologia totalitaria comunista, questi giovani potrebbero chiedere tagli alle spese ad esempio nei confronti dei famosi miliardi di coesione, delle vere e proprie marchette all’Unione Europea dalle quali la Svizzera non trae beneficio alcuno.

Un altro esempio lampante sono sicuramente i miliardi spesi per il settore dell’asilo, elargiti con particolare generosità soprattutto sotto la guida dell’allora ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga, guarda caso di sinistra (più precisamente del Partito Socialista).

Insomma, per coerenza, occorre riflettere in ottica globale, senza attaccare sempre per motivi ideologici l’esercito, il quale sta dando prova di grande solidarietà e patriottismo in questo triste periodo di crisi. Ben 8'000 persone stanno prestando servizio per noi tutti, forse un minimo di gratitudine non guasterebbe.

Detto questo, il periodo attuale dovrebbe indurci a sostenere chi si batte sul fronte di questa emergenza, non di certo ad approfittarne per fare campagna elettorale.


Mattia Melera
Marco Grassi

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