Svizzera, 29 marzo 2020

I retroscena dell'omicidio di Vana V., uccisa dal suocero padre dei suoi quattro figli

È una vicenda sordida quella che sta dietro l'omicidio di una 31enne a Oey, nel canton Berna, la settimana scorsa. Come rivela il "Blick", il presunto omicida è Qerim B, 60enne bosniaco suocero della vittima, nonchè padre dei suoi quattro figli.

La vittima è Vana V., che abitava a Habkern (BE) con il suo partner quando ha scelto di separarsene. Per due settimane, si era rifugiata in una pensione per donne sole, con i suoi quattro figli. Ma dopo aver interrotto una relazione difficile, la donna dovette fare i conti con la gelosia malata di Qerim B., che era diventato ossessionato dall'idea che la madre dei suoi figli cominciasse una nuova partner. Fino ad arrivare al punto di fotografare il contachilometri di Vana, per controllare quanto lontano guidasse.

Dopo due settimane nella pensione, il mercoledì 18 marzo, Qerim, con il pretesto di voler vedere i suoi figli più piccoli, chiese un appuntamento con Vana
e i figli. La 31enne accettò e con Qerim si mise d'accordo per vedersi nei pressi di un centro per rottamazione di automobili, a Oey. Fu lì che l'uomo, accecato dalla gelosia, uccise brutalmente la madre dei suoi figli.

"Se non posso averti, nessun altro ti avrà", aveva detto Qerim, prima di colpire la donna con un martello, alla presenza dei figli. I due bambini presenti hanno subito avvisato i proprietari del centro di rottamazione prima di mezzogiorno, dicendo che la loro madre stava sanguinando dalla testa.

Secondo il "Blick", Qerim B. potrebbe avere sulla coscienza la morte di un'altra donna: la madre di Vana che, nel 2008, si era impiccata a Frutigen, dopo aver appreso che suo marito aveva messo incinta la figlia, allora appena 16enne.

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