Mondo, 26 marzo 2020

La singolare strategia della Svezia per far fronte al coronavirus, niente confino e scuole aperte

Caso più unico che raro sul continente europeo, la Svezia non ha istuito alcun confinamento, le attività economiche in gran parte non sono state sospese e le scuole dell'obbligo sono ancora aperte. Come ormai è diventato quotidiano in tutti i paesi europei, gli svedesi alle 14:00 si riuniscono davanti alla televisione per seguire la conferenza sulle misure da adottare contro il coronavirus. Martedì le nuove istruzioni riguardavano ristoranti e caffè: il servizio non può più essere fatto al banco, ma solo ai tavoli, che devono essere tenuti lontani l'uno dall'altro. Per quanto riguarda le stazioni sciistiche, che sono state oggetto di dibattito, rimangono aperte, ma non le funivie, dove il contatto fra le persone è troppo ravvicinato. Per il resto, Anders Wallensten, assistente epidemiologo che è diventato una figura familiare per gli spettatori, annuncia il nuovo bilancio - 32 morti - e ha ricordato le raccomandazioni di base: rimanere a casa se si è malati, limitare i viaggi, lavarsi le mani. Raccomandazioni che valgono in particolare per chi ha più di 70 anni.

La filosofia svedese contro il coronavirus può essere riassunta in una parola: progressività. La notizia potrebbe stupire i milioni di europei che sono rinchiusi nelle loro case, ma la popolazione del paese scandinavo, per il momento, continua a frequentare parchi, cinema e negozi, molti dei quali rimangono aperti. Licei e università sono stati chiusi, ma le scuole obbligatorie e gli asili nido rimangono aperte. "Non si tratta solo di prendere la decisione giusta, ma di prenderla al momento giusto", ha recentemente dichiarato il Ministro degli Interni Michael Damberg, ripreso dal quotidiano romando "Le Temps", che sul singolare caso della Svezia ha pubblicato un resoconto. "Le misure di contenimento sono efficaci solo se le persone le comprendono e le rispettano a lungo termine. Perché non sarà una questione di una settimana o due" aggiunge Damberg.

Una "serenità", quella svedese, che è
quasi un unicum in Europa, anche rispetto ai paesi vicini. La Norvegia ha chiuso tutte le sue scuole dal 16 marzo, così come i suoi confini. La Danimarca, da parte sua, si è barricata il 14 marzo e da allora ha vietato le riunioni di oltre dieci persone. Stesso discorso per la Finlandia. Ma la Svezia vive a un ritmo completamente diverso. Proibisce solo assembramenti di oltre 500 persone.

Queste misure seguono rigorosamente le raccomandazioni dell'Agenzia della sanità svedese, che ritiene che il contenimento assoluto "all'italiana" scelto da alcuni paesi non sia una soluzione praticabile. Essa ritiene inoltre che la chiusura delle scuole possa essere controproducente: "I bambini non sono il vettore principale del virus, assicura Anders Wallensten a "Le Temps", e i genitori che lavorano nel settore sanitario o in altri settori chiave devono rimanere a casa per accudirli, il che potrebbe portare a difficoltà per l'intero paese. "La Svezia ha scelto la strategia di immunità di massa, che consiste nell'infettare gran parte della popolazione sana in modo che alla fine il virus non possa più diffondersi?" chiede il giornalista a Wallesten "No - risponde l'epidemiologo - questo potrebbe essere un effetto collaterale delle nostre scelte, ma il nostro unico obiettivo, per ora, è diffondere l'epidemia in modo che il nostro sistema sanitario non sia sopraffatto".

Obbiettivo simile a quello degli altri paesi europei, ma con una strategia radicalmente diversa. Ciò non sorprende Johan von Schreeb, medico di emergenza molto rispettato dell'Istituto Karolinska: "Il nostro paese si fida degli esperti, mentre gli altri sono controllati dai politici". Le autorità possono anche contare sulla "disciplina" degli svedesi, che ripongono un alto grado di fiducia nelle loro autorità. "Fanno ciò che ci si aspetta da loro se ricevono informazioni accurate e dettagliate", ha dichiarato Wolfgang Hansson, editorialista del quotidiano "Aftonbladet".

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