L’inchiesta sulla strage del primo gennaio a Crans-Montana si arricchisce di nuovi elementi destinati a pesare sulla posizione di Jacques e Jessica Moretti. Secondo segnalazioni raccolte dai legali delle parti civili e rilanciate dalla stampa svizzera, nel 2024 al discobar Le Constellation si sarebbe già verificato un principio d’incendio, in circostanze molto simili a quelle che hanno poi portato alla tragedia costata la vita a 40 persone.
L’episodio risalirebbe al periodo delle festività natalizie tra la fine del 2024 e l’inizio del nuovo anno, anche se la data precisa non è stata indicata. La ricostruzione parla di un rogo originato dalle candele scintillanti utilizzate nel locale, le cui fiamme avrebbero raggiunto il controsoffitto e il rivestimento fonoassorbente, realizzato con materiale non ignifugo. Il principio d’incendio sarebbe stato spento rapidamente e non avrebbe provocato danni o feriti.
La segnalazione sarebbe arrivata a uno degli avvocati che rappresentano le vittime — sono circa 130 le costituzioni di parte civile — e successivamente trasmessa agli inquirenti. Se confermata, questa circostanza potrebbe rivelarsi decisiva, perché renderebbe difficile sostenere che i proprietari ignorassero la pericolosità dei pannelli acustici installati nel locale, acquistati presso una catena di bricolage.
Ma non sarebbe l’unico episodio. Dalle testimonianze emerge anche un precedente incendio che avrebbe coinvolto un altro esercizio riconducibile a Jacques Moretti, il ristorante Le Vieux Chalet, situato a Lens, località montana poco sotto Crans-Montana. In questo caso l’evento risalirebbe al 2023, poco dopo l’acquisto del locale, allora noto come Café des Amis. Le fiamme, secondo quanto riferito all’epoca, sarebbero partite accidentalmente da una lampada.
Dopo l’incendio, il ristorante fu ristrutturato e riaperto con un ampliamento significativo. L’operazione aveva attirato l’attenzione anche per i costi sostenuti: l’acquisto sarebbe avvenuto per circa un milione di franchi, con un’ipoteca superiore al valore dell’immobile. Alcuni residenti avevano sollevato dubbi sulla sostenibilità economica del locale, aperto tutto l’anno nonostante la stagionalità della zona.
Intanto, l’indagine giudiziaria sembra avviarsi verso un possibile ampliamento. La Procura ha fatto sapere che gli accertamenti riguardano tutti i soggetti per i quali potrebbe emergere una responsabilità penale, ipotesi che include anche il ruolo del Comune, accusato di non aver effettuato controlli sul Constellation dal 2019.
Sul fronte giudiziario restano aperti anche i capitoli degli interrogatori di Jacques e Jessica Moretti, che dovranno proseguire nei prossimi giorni, e quello legato alla cauzione che ha consentito la scarcerazione dell’imprenditore. L’identità di chi ha messo a disposizione i fondi necessari resta riservata e conosciuta solo dal Tribunale e dai legali della difesa, mentre la vicenda continua a produrre tensioni anche sul piano diplomatico tra Svizzera e Italia.





