Sport, 16 febbraio 2020

A Cornaredo arriva l'YB: “Devo ringraziare Celestini che mi ha dato tanta fiducia”

Intervista a Noam Baumann alla vigilia della sfida con i gialloneri

LUGANO - Dopo i vari Walker, Razzetti, Dida e in tempi più recenti Cordaz, a Lugano il ruolo del portiere non è mai stato il punto forte della squadra. Ma da un anno a questa parte ecco spuntare Noam Baumann, cittadino di Baar (Canton Zugo), papà svizzero e mamma dominicana (“ L’ultimo contatto che ho avuto con Santo Domingo è stato quattro anni fa, per il resto ho sempre vissuto in Svizzera… Mi sento a tutti gli effetti un cittadino elvetico”, afferma). Un portiere di qualità, Baumann, ma la cui fase di maturazione è stata più lenta del previsto. Al punto che nell’ambiente bianconero più di una volta ci si è chiesti se fosse davvero l’uomo giusto. Poi col tempo Noam ha appreso la lezione ed oggi è un punto di forza del Lugano.

Lo abbiamo avvicinato alla vigilia di un match delicato e difficile come quello di oggi a Cornaredo contro lo Young Boys per capire lo stato d’animo del ragazzo, dal quale l’allenatore Maurizio Jacobacci e i tifosi si aspettano molto nella seconda fase di questa stagione.

Noam Baumann: partiamo dalla tua esperienza a Lugano.
Direi piuttosto buona, anche se a Lugano sono arrivati diversi allenatori dai quali è stato necessario capire ed imparare la loro filosofia calcistica. Per me era importante conoscere il livello della Super League, consapevole di dover apprendere per maturare tecnicamente. Per questo sono felice che i dirigenti bianconeri mi abbiano dato questa opportunità. Ogni giorno che passa vedo che sto acquisendo sempre più sicurezza, ma la strada per raggiungere il top è ancora lunga.

Che ne pensa dell’ambiente di Lugano, la città, la gente, i tifosi?
Il mio giudizio è globalmente positivo ma soprattutto perché ho l’opportunità di giocare e di farmi conoscere… 

All’inizio hai dovuto duellare con Da Costa per diventare il numero uno della squadra, cosa non facile...
Tutti sanno che per conquistare un posto è assolutamente indispensabile lottare con tutta la propria determinazione. Io mi sono buttato ed ho dato il massimo sapendo di avere di fronte un avversario molto valido come David. Il mio compagno mi ha pure dato dei preziosi consigli vista la sua esperienza. Alla fine Celestini mi ha dato tanta fiducia, per questo lo ringrazio, Secondo me è uno dei migliori allenatori in circolazione.

Le critiche nei tuoi confronti non sono mai mancate, anche dal presidente Renzetti, sempre molto diretto quando deve esprimere certi concetti… 
Angelo è il numero uno del club e quindi ha tutto il diritto di dire ciò che vuole. È un ottimo dirigente ed ha dimostrato di saper condurre bene la società. Dove sarebbe il Lugano senza di lui? Le critiche che invece arrivano da fuori non le ascolto perché molti, prima di parlare, dovrebbero conoscere veramente la realtà bianconera. Ognuno è libero di dire quello che vuole, per me è importante ciò
che arriva dallo staff tecnico e dalla dirigenza.

Fino a quale tempo fa il Lugano, pur avendo problemi in attacco, aveva una difesa molto solida. Ultimamente invece questo reparto ha fatto cilecca. Vedi Thun...
Ci sono certi meccanismi che devono essere perfezionati. Purtroppo alla ripresa del torneo, dopo la pausa invernale, abbiamo perso certi equilibri che vanno assolutamente sistemati. Per fare questo dobbiamo restare sempre uniti e lavorare duro.

In attacco i problemi sembrano non avere mai fine...
È difficile fare delle valutazioni, comunque noi ci proponiamo in avanti, creiamo più volte delle buone occasioni, anche perché abbiamo dei giocatori di qualità come Gerndt e Bottani che sono in grado di fare la differenza. Ci sono momenti in cui fare gol diventa problematico poi, una volta trovati gli sbocchi giusti e con una buona dose di fortuna, si comincia finalmente a segnare. Occorre avere pazienza e fiducia nei propri mezzi.

Il campionato è difficile ed imprevedibile, secondo te il Lugano ce la farà a raggiungere la salvezza?
Sicuramente, perché abbiamo una buona squadra, che ha saputo qualificarsi addirittura in Europa League. Credo nei miei compagni, sono molto fiducioso.

Oggi a Cornaredo arrivano i campioni svizzeri…
Con lo Young Boys abbiamo sempre giocato alla pari. Anzi, se c’era una squadra che in questa stagione doveva vincere era proprio il Lugano. Importante sarà difendere con grandissima concentrazione e se si riuscirà a costruire sul fronte offensivo, beh, non è detto che si possa fare anche risultato… 

Parliamo anche di Europa League: il Lugano poteva fare meglio… 
Si può sempre far meglio. Noi abbiamo cercato di esprimere il nostro calcio. A determinati livelli però certi errori li paghi a caro prezzo, come ad esempio contro il Malmoe ed il Copenhagen, compagini dotate tecnicamente e con un ottimo tasso di esperienza.

Questione nazionale, hai giocato in varie selezioni giovanili, l’ultima delle quali l’Under 21. Quali sono le tue reali ambizioni rossocrociate?
È evidente che il mio traguardo è di arrivare nella rappresentativa elvetica. Ma se giochi in Super League non hai molte possibilità di arrivare in alto, quindi bisogna emigrare all’estero per farsi conoscere….

Quindi lei pensa un domani di andare all’estero? Magari in Germania, Inghilterra o in Francia?
Spero che un giorno ciò accada. Ma al momento sono a Lugano - conclude Noam Baumann - e cerco di dare il meglio di me stesso per questo club, poi vedremo in futuro. Ho ancora tanti anni da giocare, quindi… Bisogna avere anche un po’ di fortuna per essere ingaggiato da un qualche club di prestigio. Molti giocatori svizzero sono riusciti a farcela, non vedo perché non possa arrivarci pure io.

G.M.

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