Svizzera, 05 febbraio 2020

Si era unita all'ISIS, perderà (probabilmente) il passaporto svizzero

Una donna residente nel canton Vaud perderà verosimilmente la nazionalità svizzera perchè si è unita allo Stato islamico (ISIS). La donna, 30enne con la doppia nazionalità svizzera e francese, ha probabilmente lasciato perdere la scadenza per presentare ricorso contro il ritiro della sua cittadinanza ordinato dal Segretariato di Stato per la migrazione.

Resta da vedere se la donna abbia presentato un ricorso a tempo debito presso un'ambasciata all'estero, ha detto un dipendente del Tribunale amministrativo federale di San Gallo, interpellato dalla SRF. Se tale ricorso esiste, dovrebbe essere ricevuto nei prossimi giorni.

In caso contrario, la perdita della nazionalità entrerà in vigore all'inizio
della prossima settimana. Secondo quanto riportava il sito web del Tages-Anzeiger all'inizio di gennaio la donna sarebbe nata e cresciuta a Ginevra. Partita per la Siria nel 2016 per unirsi allo Stato islamico, prese con se le figlie all'insaputa del padre. Sul posto, ha sposato un combattente che è stato ucciso in un bombardamento nel 2018.

Nel caso in cui il ritiro del passaporto diventi effettivo, questa sarebbe solo la seconda volta dalla seconda guerra mondiale che un cittadino svizzero perde la cittadinanza. A settembre, il Segretariato di Stato per la migrazione (SEM) aveva già revocato il passaporto di un binazionale turco-svizzero e, anche in questo caso, il motivo del ritiro era l'appartanenza allo Stato islamico. 

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