Ticino, 22 gennaio 2020

Lugano, "ve lo diamo noi il rüt in casa"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Il costo del sacco da 35 litri va abbassato al minimo previsto dalla forchetta cantonale. Mentre per chi è in assistenza va abolita la tassa di base Non per criticare sempre, ma non pare proprio che a Lugano l’introduzione del fetido balzello sul sacco del rüt (accompagnato dalla tassa di base: quindi due nuove tasse!) si sia svolta nel migliore dei modi.

A cominciare dai sacchi “rossi” (in realtà rosa): da settimane, già da prima di Natale, nei supermercati i sacchi da 35 litri (quelli più gettonati) sono merce rara. Spesso, troppo spesso, introvabile. E non sta in piedi che il cittadino si trovi costretto a recarsi fino al Punto città per procurarsi i sacchi del rüt! Ma stiamo scherzando?

Il costo del sacco da 35 litri andrebbe inoltre abbassato a 95 centesimi, ossia il minimo previsto dalla forchetta cantonale. Mentre per chi è in assistenza va abolita la tassa di base. E non sta nemmeno in piedi che, in regime di fetido balzello, il cittadino sia obbligato a peregrinare da un quartiere all’altro alla ricerca del “sito” in cui smaltire correttamente la propria monnezza! Dunque, ora occorre aumentare i punti di raccolta!

Ma soprattutto, non sta né in cielo né in terra che il cittadino sia di fatto obbligato: - ad allestire in casa propria cinquemila contenitori diversi per ogni tipologia possibile ed immaginabile di rüt: mica tutti hanno un terrazzo, e comunque i balconi non devono trasformarsi in discariche a cielo aperto!

- A tenere in casa o sul balcone secchi di scarti di cucina puzzolenti attira- pantegane (si prepara il grande revival

della peste bubbonica?). E che nessuno venga a blaterare di cestini ventilati (?) o con “filtri anti cattivi odori” (??)!

- ad implorare in ginocchio i commercianti di riprendersi gli involucri sporchi!

Se qualcuno pensa di imporre simili “cagate pazzesche” (cit. Fantozzi) ai cittadini luganesi (o di qualsiasi altro Comune), magari in nome dell’isterismo ambientalista oggi “à la page”, ha fatto male i conti.

Piuttosto, la Città di Lugano dovrebbe preoccuparsi di organizzare raccolte a domicilio della spazzatura per anziani ed invalidi (qualcosa già esiste, ma…) che possono essere gestite tramite programmi occupazionali.

Intanto aspettiamo sempre di sapere: 1) di quanto aumenterà il rüt disseminato nei cestini sulla pubblica via per non andare a gravare il prezioso sacco rosato; 2) Di quanto aumenterà il fenomeno del littering, ovvero della spazzatura abbandonata qua e là, sempre per non riempire il sacco; 3)Quante nuove discariche abusive nasceranno, specie nelle regioni periferiche e boschive; 4) CHI, in nome dell’idolatrato principio di causalità (“chi inquina paga”) pagherà i costi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti prodotti dai frontalieri e depositati nei cestini pubblici. Forse il contribuente luganese?

5) Quando la Confederella manderà a Ginevra – dove di tasse sul rüt NON se ne prelevano – i carri armati, per costringere il Cantone a conformarsi al citato sacro dogma della causalità.

*Edizione del 19 gennaio 2020


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