Svizzera, 06 gennaio 2020

Espulsi quattro italiani per legami con la mafia e terrorismo

L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) ha ordinato nel 2018 l'espulsione di quattro uomini dalla Svizzera per garantire la sicurezza interna ed esterna del paese. Due di loro sono stati espulsi per presunti legami con la mafia, mentre gli altri due sono stati allontanati l'accusa di terrorismo. Un ricorso è ancora possibile presso il Tribunale amministrativo federale (TAF), ha riferito la portavoce della Fedpol Anne-Florence Débois a Keystonell'agenzia-ATS, confermando informazioni del NZZ am Sonntag.

La lotta alla mafia italiana è un argomento ricorrente che ci occuperà ancora nel 2020, ha aggiunto la portavoce. A metà novembre, il Consiglio federale ha indicato che questo asse sarebbe stato uno dei pilastri della strategia della lotta alla criminalità per i prossimi quattro anni.

Oltre a queste quattro espulsioni, negli ultimi mesi la Fedpol ha emesso quindici divieti d'ingresso
contro persone condannate per appartenenza alla mafia in Italia. La mafia italiana, e in particolare la calabrese Ndrangheta, è molto presente in Svizzera. Nel 2016, una cella era stata smantellata a Frauenfeld. Quindici cittadini italiani domiciliati in Svizzera erano stati arrestati, di cui dodici nel Canton Turgovia, due nel Vallese e uno a Zurigo per essere coinvolti nel commercio di droga e armi.

In totale, dal 2016, Fedpol ha ordinato l'espulsione di 23 persone ai sensi di una sezione della legge federale sugli stranieri e l'integrazione. Queste espulsioni sono decise sulla base del sospetto, non è richiesta alcuna condanna preventiva, ma non sono sempre possibili. Pertanto, sei di queste 23 persone, tra cui cinque iracheni, sono ancora in Svizzera. Non vengono espulse perchè chiunque è a rischio di tortura o persecuzione nel proprio paese d'origine non può essere allontanato. 

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