Ticino, 17 dicembre 2019

"Caro Pit, ci mancherai". Morici: "Ma io non mollo"

*Articolo dal Mattino della Domenica

Ventisette lunghi anni. Di feste, musica, amicizia e pure “di sballo”.Ventisette lunghi anni durante i quali i giovani bellinzonesi (e non solo…) si sono divertiti ed hanno potuto fraternizzare in un ambiente “easy” e famigliare. Correva l’anno 1992 e Gianni Morici apriva nel centro della Capitale, in faccia alla storica Birreria Haas, un ritrovo per giovani, il Peter Pan.

Con coraggio e testardaggine, perché erano quelli i primi anni della crisi economica. Si cominciava a parlare di disoccupazione in forte crescita e in giro si avvertivano segnali di disagio. Un’avventura che pareva un azzardo. E invece… E invece il locale è subito entrato nel cuore dei giovani, suscitando ampi consensi anche fra i quarantenni e cinquantenni dell’epoca. Il “Pit”, come è stato poi chiamato dagli irriducibili, era diventato un punto di riferimento della città. Come lo era stato a Lugano il Pedrini di Via al Forte negli Anni Sessanta e Settanta. E le fedi politiche, religiose o sportive non sono mai contate: ad unire tutti c’era quel locale genuino e spontaneo in cui ognuno era libero di esprimersiliberamente, con o senza l’aiuto di qualche goccio di vino o di birra in più.

Ventisette lunghi anni e un addio che nessuno avrebbe mai voluto celebrare. Sì, perché il Peter Pan il 31 dicembre prossimo chiuderà i battenti. per fare spazio ad altri “presunti” progetti. Una fine per altro annunciata e contro la quale si erano espressi, oltre al gerente, tanti giovani e pure qualche politico, anche se poi il Comune non ha potuto fare nulla per cambiare il destino della storia. “Non ho nulla contro il Municipio – ci dice Gianni Morici, che ha aperto a soli 20 anni il bar - anche se sono convinto che Bellinzona sia destinata a diventare una città fantasma. Stanno chiudendo negozi, bar e quant’altro. E l’Esecutivo non sembra accorgersene…”. Parole che fanno il paio con quelle espresse alcune settimane fa da un ristoratore di Viale Stazione. Ma torniamo in argomento e torniamo al Peter Pan, del quale abbiamo parlato a lungo con Gianni, personaggio molto popolare, efficace ed estroverso imprenditore della zona, che del locale è stato l’anima e il cervello.

Gianni, da dove cominciamo?

Da quel ormai lontanissimo mese di dicembre del 1992. Tanti anni fa, un secolo. Sembrava un azzardo, una sfida senza senso. Eppure ho sempre creduto in questo tipo di iniziativa: sapevo che a Bellinzona c’era bisogno di un punto d’incontro per i giovani, se possibile musicale, un live club aperto comunque a tutte le generazioni. Non solo giovani, anche se sarebbero stati loro il motore di tutto.

In questo progetto era coinvolta anche la sua famiglia… 

È stata fondamentale. In particolare mio fratello Augusto, scomparso troppo prematuramente alcuni fa. Meglio conosciuto come DJ Augu, allietava le serate con la musica, che piaceva anche ai non giovanissimi. Ma anche mio padre e mia madre oltre a mia sorella hanno dato il loro tangibile contributo alla riuscita di questo locale.

Il Peter Pan ha organizzato tantissimi eventi musicali…

 
Sono arrivati gruppi di ogni genere. Fra i principali ricordo il cantante del gruppo Iron Maden e tantialtri. Il nostro locale si è ritagliato uno spazio importante non solo fra i bellinzonesi ma anche fra i cittadini di altre realtà. Tanti arrivavano dalle Valli e dal Sottoceneri. Avevamo ampliato l’utenza.

Peter Pan frequentato anche da personaggi famosi…

Sono arrivati tanti sportivi. Cito Alex Fontana, per esempio, e Luca Cereda, attuale tecnico dell’Ambrì Piotta. Soprattutto quest’ultimo era un abitudinario. Ma non solo: uno che non mollava mai era l’attuale consigliere di stato Norman Gobbi, che sin dagli anni in cui andava al liceo marcava presenza. Mi ha fatto piacere vederlo l’altra sera alla festa che abbiamo organizzato in onore del nostro Peter Pan. Per l’occasione si è esibito lo Swiss Elvis, al secolo Nino Zucca. Abbiamo sempre avuto un'anima rock ed era perciò logico omaggiare Presley, una leggenda, con il King of the Rock del Ticino.

Per Bellinzona la fine del Peter Pan è un grossa perdita.

Non solo la città dei Castelli ma per tutto il Ticino, che sembra perdere pezzi giorno dopo giorno. Non ho nulla, come ho detto prima, con il Municipio ma sono molto arrabbiato per questa chiusura. Non solo per una questione economica ma soprattutto per le nuove generazioni, che non avranno più a disposizione dei locali a misura d’uomo, in cui ritrovarsi, ridere, scherzare e confrontarsi.

Ma lei non molla, vero?

No, come detto tempo fa continueremocon la musica live all'ex discoteca Habana e con le serate al Chupito. Purtroppo però mancherà l’atmosfera del Peter Pan che si è creata in 27 anni di gestione. Un ciclo si chiude ma noi andremo avanti sino il 31 dicembre prossimo. Ci sarà anche un concerto dei Vomitors il 21 dicembre, il gruppo che inaugurò il locale nel lontano 1992…

Cosa ne sarà del vecchio Pit?

Si diceva che i nuovi proprietari avrebbero iniziato una nuova attività. Francamente non so di cosa si tratti anche se per ora nessuno fa trapelare nulla.

*Edizione del 15 dicembre 2019


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