Sport, 24 novembre 2019

“Il gioco di testa nel calcio causa demenza”: è paura nel calcio giovanile

In base ad alcuni studi sui traumi cranici, due neurologi hanno sollecitato la Federazione svizzera affinché vietano di giocare il pallone con la testa tra i più piccoli, come avviene negli USA

ZURIGO – È allarme nel mondo del calcio giovanile, almeno stando a due noti medici specialisti elvetici, che chiedono di introdurre in Svizzera il divieto del gioco di testa nel calcio per i bambini. Come riportato dalla “Sonntags Zeitung”, il tutto nasce da un’indagine stando la quale le frequenti commozioni cerebrali subite dai giovani calciatori, sia con l’impatto col pallone sia fra le due teste durante il gioco aereo, favoriscono lo sviluppo della demenza.

Vengono chieste regole più severe nel calcio giovanile per evitare che la testa venga protetta, dal momento che i bambini hanno un rischio maggiore di lesioni cerebrali nelle collisioni con la testa
avendo il cranio più sottile e i muscoli del collo più esili rispetto all’età adulta.

Uno studio scozzese recente ha dimostrato che i calciatori muoiono di demenza più spesso dei loro coetanei. Si vorrebbe quindi fare come negli States, dove la Football Association ha introdotto nel 2015 la regola stando alla quale i bambini fino a 10 anni non possono usare la testa nel calcio, mentre quelli fino a 13 anni possono farlo ma in misura limitata.

La Federazione svizzera, interpellata dal domenicale, ritiene che il divieto sia esagerato, ma prevede di discutere altre eventuali modalità per ridurre i danni cerebrali nei bambini e nei giovani.

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