Sport, 19 novembre 2019

A Euro 2020 ci siamo: ora proviamo il salto di qualità

La Svizzera ha centrato una qualificazione che sembrava anche complicata ma che in realtà è sempre stata alla sua portata: ora in giro per l’Europa dovrà dimostrare di non essere la solita “piccola” Svizzera

GIBILTERRA (Gibilterra) – Sarebbe stato un vero e proprio terremoto calcistico e sportivo se ieri sera la Svizzera non avesse centrato la qualificazione in casa della modestissima Gibilterra e il 6-1 finale, dopo un primo tempo davvero bruttissimo, fotografata completamente la differenza di valori tra le due formazioni in campo. La Nazionale si è così qualificata per la quarta volta consecutiva a un grande evento internazionale, Mondiale o Europeo, (un record) e per la quinta volta parteciperà al torneo continentale per nazioni. Un vanto, un grande punto di partenza, un importante e ulteriore passo in avanti di un gruppo che, guidato da Petkovic, ha fatto enormi passi in avanti e sta alzando sempre più l’asticella.

Se i veterani, Xhaka, Shaqiri e Rodriguez stanno attraversando momenti complicati nei loro club, trovando poco spazio e infortunandosi spesso, se Akanji sta affrontando le prima difficoltà in quel di Dortmund ora che gioca anche in Champions League, l’ex allenatore del Bellinzona è stato bravo ad attingere anche dal nostro campionato, sfruttando il momento propizio di alcuni giocatori, leggasi Itten, scesi in campo con la maglia
della Nazionale proprio nel momento topico del loro stato fisico ed emotivo. Anche questo deve saper fare un selezionatore, e in questo Petkovic è stato bravissimo.

La qualificazione, in un gruppo comunque non così complicato, è sempre stata in mano ai rossocrociati, anche dopo il 3-3 interno contro la Danimarca e la sconfitta per 1-0 incassata a Copenaghen: battere l’Irlanda in casa, dopo aver strappato un importante pari a Dublino, è stato il risultato che ha messo in discesa la nostra strada. Una strada diventata serena e tranquilla ieri sera anche grazie al pareggio maturato proprio tra i The Boys in Green e gli scandinavi: col primo posto ottenuto nel girone, il prossimo 30 novembre saremo in seconda fascia nel sorteggio che si terrà a Bucarest.

Poi bisognerà pensare soltanto all’appuntamento continentale, risolvendo prima la questione del rinnovo di Petkovic o del suo successore, per tentare l’assalto a quel salto di qualità che ci continua a mancare: quel quarto di finale sempre e solo sognato, ammirato e sfiorato… se vogliamo davvero crescere, questo è il momento di alzare l’asticella.

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