Svizzera, 18 novembre 2019

Quadri: "Via la vetusta Convenzione e via la libera circolazione"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Secondo il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi, la Convenzione tra Svizzera ed Italia che regola i ristorni dei frontalieri sarebbe perfettamente valida ed attuale. Evidentemente, il signor Fermi è in vena di battute. Tale Convenzione sarà forse “valida ed attuale” per i vicini a sud, che se ne avvantaggiano alla grande a scapito del Ticino.

E che oltretutto nemmeno ne utilizzano i proventi per gli scopi dovuti, ma se ne servono per tappare i buchi di gestione corrente. Fa davvero specie che in Consiglio di Stato non si trovi una maggioranza disposta a bloccare i ristorni appoggiando la proposta leghista in tal senso. Ma di certo la Convenzione non è attuale per noi. E men che meno è valida.

Per buona pace del Signor Fermi, la Convenzione del 1974 è infatti stata sottoscritta quando:

- Non c’era la libera circolazione delle persone;

- Era in vigore il segreto bancario;

- Il Belpaese non aveva inserito la Svizzera su liste nere, grigie o
zebrate.

Questi presupposti non sono più dati da anni, sicché la Convenzione deve saltare. E’ evidente che su questo chiodo la Lega continuerà a battere ad oltranza. In Ticino e soprattutto a Berna. Tanto più che:

- L’Italia rifiuta di sottoscrivere il nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri: è dal 2015 che mena il canper l’aia;

- L’accordo sottoscritto con l’Austria (post-libera circolazione) prevede ristorni assai inferiori: il 12.5%, contro il 38.8% graziosamente concesso alla Penisola;

- Il Lussemburgo, per i suoi frontalieri, non versa assolutamente nulla! Quindi, via la Convenzione del 1974 e via anche la devastante libera circolazione delle persone voluta dalla partitocrazia, che ha provocato l’invasione del Ticino con 70mila frontalieri: su questo tema avremo modo di votare la prossima primavera. Come già detto: in qualsiasi altro posto al mondo - a partire dalla Lombardia! - davanti ad una situazione del genere, i cittadini sarebbero già scesi in strada con i forconi.

*Edizione del 17 novembre 2019

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