Mondo, 26 ottobre 2019

USA, il giudice toglie il figlio di 7 anni al papà che non gli fa cambiare sesso

Un bambino può decidere da solo di cambiare sesso e il padre non può fare niente per opporsi. È questa la decisione di un tribunale americano che sta facendo scorrere fiumi di inchiostro negli Stati Uniti: quella di Jeffrey Younger e di suo figlio James.

Il bambino, pur avendo soli 7 anni, può decidere autonomamente di cambiare sesso, anche se il padre non è d'accordo. Così ha deciso un tribunale di Dallas, in Texas, che pochi giorni fa ha decretato che, se il padre non accetterà la trasformazione sessuale del suo bambino gli sarà tolto l’affidamento dei suoi figli e il papà avrà l’obbligo di non interferire nel processo di cambiamento del sesso del figlio.

Jeffrey però è contrario al fatto che uno dei suoi figli inizi, in età così precoce, la lunga lista degli invasivi trattamenti ormonali legati al cambio di sesso.Invece, come ha deciso il tribunale, se vorrà continuare a vedere suo figlio non solo dovrà accettare di vederlo affrontare questo percorso, ma dovrà persino dimenticarsi del suo nome di battesimo e iniziare a trattarlo come se già fosse una bambina. Luna, appunto.

La sentenza, come detto, sta facendo discutere molto negli Stati Uniti e pure fra la comunità "LGBT" che riunisce anche i transessuali, non tutti sono d'accordo con quanto deciso dalla corte di Dallas. Come Brad Palumbo, un rappresentante delle coppie arcobaleno considerato tra i più conservatori, in un suo intervento sul Washington Examiner ripreso da "Il Giornale", ha ribadito l’assurdità del provvedimento sostenendo che “un bambino di soli 7 anni non può essere transgender. Non esiste la certezza necessaria per giustificare step verso cambiamenti fisici che possono alterare la vita di una persona come la terapia ormonale o il blocco della pubertà”.

E, data l’età, secondo quando spiega Palumbo, ci sono alte probabilità che James possa cambiare del tutto la sua intenzione di cambiare sesso, decidendo, magari tra anni, di non voler più essere Luna. “Numerosi studi dimostrano come una maggioranza sostanziale di bambini con problemi di confusione di genere - una maggioranza che va dal 65 al 94% - alla fine ha smesso di identificarsi come transgender”. A qualcuno però, questo non importa. La giustizia ha deciso per il piccolo ancor prima di lasciare proprio a lui la libertà di scegliere chi vuole essere, forzando un percorso che potrebbe cambiargli la vita e sottoponendolo a dei rischi inutili per la sua età. Un controsenso in nome di un’ideologia che rischia di danneggiare decine e decine di bambini e che, purtroppo, non manca di esistere anche in altre zone del mondo.

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