Svizzera, 07 ottobre 2019

Costretti a scendere dal treno perché troppo pieno, “abbiamo dovuto rinunciare alle vacanze in Ticino”

È tempo di vacanze in diversi cantoni della Svizzera tedesca e, come ogni anno, diversi confederati hanno deciso di passare il fine settimana in Ticino o comunque a sud delle alpi. Chi ha deciso di usare il treno non ha però avuto grande fortuna e ha dovuto far fronte a diversi disagi. Infatti, nella giornata di sabato molti treni svizzeri erano sovraffollati a causa dei molti viaggiatori. Come è successo a un lettore di 20 Minutes ripreso dal portale tio che, diretto a Como, si è ritrovato a viaggiare in un vagone strapieno, nonostante avesse optato per la prima classe. Il treno su cui viaggiava si è fermato ad Arth-Goldau dove è stato annunciato ai passeggeri che il treno non sarebbe ripartito fino a quando “dalle 30 alle 40 persone non fossero scese”.

A coloro che hanno accettato di scendere le FFS hanno offerto di continuare il loro tragitto su un treno che sarebbe arrivato a Lugano un'ora dopo oltre a una compensazione di cinque franchi. “Ho trovato questo annuncio coercitivo - ha spiegato il 59enne - pensavo che le FFS sarebbero state pronte per il traffico delle
vacanze”. 

Un’ora più tardi, stesso luogo stessa sorte per un secondo lettore, che con la moglie ha scelto di essere fra le persone che sono scese dai vagoni, rinunciando infine del tutto al viaggio in Ticino: “Volevamo fare una passeggiata sul Monte Brè a Lugano, ma il caos ci ha spiazzati. Siamo tornati a casa e abbiamo digerito la frustrazione con una buona fondue”. “Uso i mezzi pubblici da 40 anni, non ho mai visto niente del genere!”, ha commentato amareggiato il 51enne.

Da parte loro le FFS hanno giustificato la loro richiesta spiegando di dover rispettare i requisiti minimi di sicurezza per il passaggio nella galleria del San Gottardo. “Non possiamo rischiare. Il nostro staff è obbligato a mantenere tutti i passaggi e le uscite di emergenza sgombri. Ciò è possibile solo con un tasso di occupazione che non supera il 140%”, ha affermato il portavoce Daniele Pallecchi. “Tutti i nostri treni sono stati impiegati. Consigliamo di prenotare i posti, questo facilita anche gli eventuali rimborsi”.

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