Svizzera, 09 settembre 2019

Candidato per un partito islamista in Tunisia, vive in Svizzera come rifugiato

In un articolo sulle elezioni in Tunisia, che avranno luogo il prossimo febbraio, il giornale ginevrino "Tribune de Genève" ha pubblicato un inserto dedicato a uno dei due candidati del partito islamista dei Fratelli Musulmani, Ennahdha. Questo candidato, tale Adel Mejri (a destra nella foto), vive in Svizzera con lo status di rifugiato dal 1997.

Oltre al fatto che una persona che gode dello status di rifugiato faccia politica, oltretutto a favore dell'islam, nel suo paese d'origine pur vivendo in Svizzera, è interessante vedere come l'autore dell'articolo presenta quest'uomo:

"Pochi giorni fa, Adel Mejri è passato dall'essere un difensore dei diritti dell'uomo e un formatore (formatore di cosa non è dato sapere) per diventare candidato alle elezioni legislative tunisine che si terranno il 6 febbraio...".

Come fa notare il sito romando alterinfo.ch, il lettore che non conosce né i Fratelli musulmani né il loro partito Ennahdha, proverà immediatamente simpatia per Mejiri: un difensore dei diritti umani e un formatore! In verità, per quanto Ennahdha e i Fratelli musulmani cerchino di presentarsi come difensori dei diritti dell'uomo e della democrazia la realtà è che quando si tratta di scegliere fra questi e l'Islam, il partito islamico sceglie il secondo. A titolo d'esempio, nel 2018 Ennahdha votò contro una legge che mirava ad abolire la discriminazione tra uomo e donna nella costituzione tunisina, questo perchè, secondo le parole del presidente Beji Caid Essebsi, "la legge andava contro i dettami del Corano".

Ma lo stesso Mejri presenta un profilo che cozza con l'immagine presentata di "difensore dei diritti dell'uomo" di una persona che, secondo l'autore dell'articolo, "ha un'ottima reputazione. Il suo impegno per i diritti dell'uomo e in particolare per i prigionieri politici lo rendono lo sfidante ideale per vincere le elezioni".

Tuttavia, come riporta sempre "alterinfo.ch", Mejri è presidente della sezione ginevrina della Lega musulmana svizzera, un'organizzazione dei Fratelli Musulmani fondata da Mohamed Karmous. La Lega ha sede nel Centro Culturale dei Musulmani di Losanna (CCML) situato a Prilly e presieduto dallo stesso Karmous. Un centro che ha ricevuto oltre 1,5 milioni di franchi dalla Qatar Charity.

Adel Mejri era anche membro dell '"Ufficio esecutivo" dell' "Unione delle organizzazioni musulmane di Ginevra" (UOMG) con Hani Ramadan. Hani Ramadan, fino a qualche anno fa uno degli islamisti più conosciuti in Svizzera e nel frattempo caduto in disgrazia per accuse di stupro, è colui che pensa che la lapidazione sia una "purificazione".

In Svizzera, Mejri ha anche altre connessioni discutibili, dal momento che faceva parte del "Consiglio di amministrazione" della defunta "associazione palestinese di soccorso" insieme a Larbi Guesmi, autore di un poema in cui esalta le cinture esplosive degli attentatori islamici, poema pubblicato su un sito di opposizione al regime tunisino.

Ma oltre a frequentare compagnie poco interessate, per usare un eufemismo, ai diritti umani le stesse dichiarazioni di Mejir cozzano con l'immagine data di un difensore dei diritti dell'uomo. In Europa, nel 2006, Adel Mejri aveva commentato la pubblicazioni delle vignette del profeta Maometto come "completamente inaccettabili". Comprendiamo quindi che per lui i diritti dell'uomo non includono la libertà di espressione o il diritto alla blasfemia.

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