Sport, 06 settembre 2019

Da senzatetto alla Nazionale: quando il calcio regala vita e gioia

Tyrone Mings, difensore dell’Aston Villa è stato convocato per la prima volta dall’Inghilterra: archivia così un passato di debiti e di difficoltà

LONDRA (Gbr) – Una storia a lieto fine. Una storia di vita che non lascia indifferenti e che regala un sorriso. Stiamo parlando della storia di Tyrone Mings, giovane difensore che solo qualche anno fa viveva in un rifugio per senzatetto e cercava di lottare contro la vita con lavoretti saltuari. Da barista a impiegato, Mings ha sempre seguito il sogno del calcio, fino a legarsi dal gennaio scorso all’Aston Villa. Nel breve volgere di qualche mese, ecco la prima chiamata in nazionale, per le partite di qualificazione al’Europeo contro Bulgaria e Kosovo.

Mings, classe ’93, viveva con la mamma e le tre sorelle, ma a 8 anni la sua vita è cambiata: la madre lasciò il compagno e i cinque si ritrovarono a vivere in un rifugio per clochard. “Non c’erano alternative, siamo stati lì per un anno circa. Andavo alle elementari, non è stata una bella esperienza”, ha spiegato al “Telegraph”.

Il calcio è rimasto, però, sempre il suo obiettivo, nonostante i rifiuti, nonostante i provini andati male e una borsa di studio per il calcio. Con la necessità di avere denaro per vivere Mings iniziò a lavorare in un pub, per poi diventare impiegato i un ufficio di consulenza su ipoteche e mutui: in ogni caso il calcio restava sempre lì, restava il suo compagno di vita.

La svolta arrivò poco dopo, quando venne scovato da un ex giocatore che lo portò all’Ipswich Town: nel 2015 arrivò in Premier League, ma un grave infortunio lo tenne lontano dai campi per un anno.
Voglia, determinazione e cattiveria agonistica lo riportarono in campo, conquistando l’Aston Villa e da lì l’Inghilterra: una favola a lieto fine.

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